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LA CENERE DELL’ETNA COINVOLGE LA PROTEZIONE CIVILE

21 Luglio 2021

Umberto Riccobello

Musumeci convoca un vertice

Un Piano per affrontare a tutto campo una vera e propria calamità naturale: la più recente attività dell’Etna che da febbraio, e fino a stamattina, ha dato vita a ben 47 episodi di parossismo, con copiosa caduta di cenere vulcanica.

È durata due ore la riunione del vertice nazionale di Protezione civile che si è tenuta ieri al PalaRegione di Catania. All’incontro, sollecitato dal presidente della Regione Nello Musumeci, hanno partecipato, oltre al governatore, il capo del Dipartimento nazionale Fabrizio Curcio e quello regionale Salvo Cocina.

«L’attività stromboliana dell’Etna potrebbe non attenuarsi nel breve termine. E il fenomeno della ricaduta di cenere vulcanica non è più episodico ma ordinario. Per questo – ha annunciato Musumeci – dobbiamo dotarci di un Piano strutturale. Ci sono aspetti legati ai danni economici ingenti che la ‘pioggia’ di cenere causa a colture, aziende e a tetti e grondaie delle civili abitazioni. Al più presto coinvolgeremo il Parlamento regionale perché si esprima con una norma specifica che possa consentire ai privati e alle imprese di beneficiare di ristori sui costi sostenuti per la rimozione della cenere. Stimiamo in 300 mila tonnellate le polveri vulcaniche rimosse finora». 

Durante l’incontro si è fatto il punto sui fondi a disposizione dei sindaci che, ormai da mesi, fanno i conti con i costi delle operazioni di ripulitura nei, sempre più numerosi, Comuni coinvolti. I cinque milioni di euro appena accreditati dalla Protezione civile nazionale si sono aggiunti al milione già erogato dal governo regionale «mentre altri due milioni di euro – ha annunciato oggi il presidente Musumeci – contiamo di reperire a giorni tra le risorse della Regione». 

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