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LA CGIL E LA SINISTRA A TRE PUNTE 

8 Marzo 2024

Rino Piscitello

La sinistra siciliana, al di là di eventuali apparentamenti con 5 Stelle e deluchiani, ha tre riferimenti imprescindibili: il Partito Democratico, il quotidiano La Repubblica e la CGIL.

Una sinistra a tre punte, molto debole sul piano dei numeri, ma capace di condizionare la società politica e di lanciare campagne mediatiche di forte impatto anche se solitamente prive di motivazioni convincenti.

Delle tre punte, quella che conta meno è il Partito che è sempre più residuale e che si muove sulla scia delle altre due.

Il segretario generale della CGIL, Maurizio Landini, e la segretaria nazionale del PD, Elly Schlein.

“La Repubblica” ha piena consapevolezza del suo ruolo e rappresenta in modo egregio la cosiddetta sinistra delle ZTL, medio-alto borghese ed elitaria, i cosiddetti radical chic.

In prima fila in ogni occasione nella quale c’è da indebolire l’immagine del centrodestra e farla apparire un pericolo per le istituzioni.

Ma soprattutto dalle sue pagine si dà il via ad ogni vera campagna di comunicazione della sinistra. Basti pensare solo alla trattazione delle polemiche nell’anniversario di Falcone o alle polemiche sui concerti diretti al Massimo da Beatrice Venezi.

Una sorta di guida morale dei militanti di sinistra. Fino al punto da orchestrare vere e proprie campagne di guida politica. Come quando lanciò la proposta degli “Stati generali della Sicilia democratica”.

E poi la CGIL, che di fatto più che un sindacato è la guida e il punto di riferimento dell’opposizione politica e sociale. A prescindere ovviamente dai parametri di realtà delle tesi sostenute.

È ad esempio il segretario regionale della CGIL siciliana, Alfio Mannino, ad inventarsi la notizia fake, sostenuta per mesi e poi abbandonata in corsa, dei tagli ai fondi per la Sicilia.

“Il governo Meloni – dichiarò Mannino – ha tagliato quasi cinque miliardi di euro per l’isola”.

Si tratta ovviamente di un’affermazione che non sta in piedi e di una cifra inverosimile oltre che falsa e quando Mannino la illustrava citava persino i costi del Ponte sullo Stretto e i tagli al reddito di cittadinanza in una somma di cifre assolutamente insensata.

Ma il tentativo è sempre quello di inverare un’affermazione solo perché la si ripete in modo ossessivo.

D’altronde Mannino lo dice chiaramente in ogni suo intervento: “Le forze democratiche devono costruire un fronte compatto per contrastare l’attuale deriva” del governo nazionale.

Ieri è atterrato in Sicilia il grande capo CGIL, Maurizio Landini, che dapprima ha svolto il suo compito principale, cioè attaccare il Ponte sullo Stretto. Ha utilizzato tutti gli argomenti più vecchi e usurati. Alla Sicilia – ha detto – occorrono prima strade e servizi. Come se le cose non si potessero fare insieme e se il ponte non agevolasse la realizzazione di entrambe.

Landini ha rivendicato di fatto la guida del movimento di opposizione ai governi di centrodestra regionale e nazionale contestati con motivazioni politiche prima che sindacali. E ha poi presentato un Manifesto dei giovani elaborato da una quindicina di “associazioni giovanili del campo progressista”.

Un vero e proprio partito mascherato che certamente non mancherà di fare pesare la sua presenza anche in tempi di candidature elettorali.

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