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LA LEGA E L’OCCUPAZIONE DI SAMMARTINO

MA IN MOLTI DICONO CHE SAREBBE GIÀ PRONTO AD UN ALTRO TRASLOCO

20 Aprile 2024

Rino Piscitello

Luca Sammartino

Nel 2019 la Lega in Sicilia raccoglie il 20,8%. Anche se a livello nazionale prende il 34,3, si tratta comunque di un risultato straordinario.

Più di un quinto degli elettori della diffidente Sicilia non ha remore a votare il partito di Matteo Salvini.

Al governo della Sicilia vi è Nello Musumeci.

A quel tempo la Lega in Sicilia è un partito di militanti che hanno attraversato il deserto. Dire di essere della Lega era come minimo imbarazzante. Ma chi vi aveva aderito ci credeva. Era un partito di sezioni, non di segreterie.

Nel maggio 2020 va a fare l’assessore regionale per la Lega, Alberto Samonà, un giornalista e uomo di cultura molto stimato.

A quel tempo Luca Sammartino, mister preferenze, è ancora nel Partito Democratico e vota e fa eleggere Caterina Chinnici.

Viene da una serie di cambi di casacca. È già stato nell’UDC e in Articolo 4 ed è poi approdato nel PD.

In quel periodo lui e la sua compagna, Valeria Sudano, accusano continuamente la Lega di essere nemica della Sicilia. Le intercettazioni trapelate in questi giorni ne sono esempio lampante.

Ma Sammartino è inquieto, vede la destra stravincere e vuole stare dalla parte dei vincitori.

Fa solo un passaggio intermedio in Italia Viva e poi nel luglio 2021 passa alla Lega, fidanzata e clientes al seguito.

Ma il suo non è un normale ingresso. Si tratta di un’occupazione vera e propria del partito del quale diventa sempre più il padrone.

La Lega dei militanti e delle sezioni si trasforma subito nel partito delle segreterie.

E Sammartino si trova davvero a suo agio. Isola subito i vecchi militanti, e impone una linea non certo vicina a Nello Musumeci.

I pochi che si oppongono vengono fatti fuori o comunque messi ai margini.

Arrivano le elezioni regionali e le politiche del 2022. La lega prende in queste ultime il 6,8% e alle regionali uno scarno 5,1%, superando di pochissimo il quorum richiesto. È una sconfitta.

Ma Sammartino diventa vicepresidente della Regione e assessore all’agricoltura e malgrado le forti opposizioni interne, controlla sempre di più la Lega.

Al punto da fare saltare persino il patto federativo che Salvini ha stretto con il Movimento per l’Autonomia di Raffaele Lombardo.

Sammartino è inquieto. Tutti sanno che è molto vicino alla Democrazia Cristiana di Cuffaro, ma un ulteriore cambio di casacca gli avrebbe fatto perdere la vicepresidenza. E quindi rimane.

La sospensione di un anno da parte del Gip di Catania scombussola però tutti i giochi.

E, sempre alla penultima fermata, Sammartino cercherà di fare pesare il suo rilevante pacchetto di voti e non esclude certo un altro trasloco. Magari non subito, ma … presto.

Salvini che ne ha ancora bisogno continua a fare il suo gioco.

Non si sa però ancora per quanto Sammartino farà il gioco di Salvini.

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