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LA SICILIA È UNA, PLURALE E INDIVISIBILE

14 Luglio 2021

Rino Piscitello

E il distretto del Sud Est fu un’idea (sbagliata) di Enzo Bianco

Ogni tanto nel corso degli anni qualcuno si è svegliato sognando due regioni siciliane. Quella dell’Est centrata su Catania e quella dell’Ovest centrata su Palermo.

Alla visione Palermocentrica che da sempre ha ossessionato molti palermitani, alcuni hanno provato a contrapporre una Sicilia con due centri, uno dei quali basato a Catania.

Ma la Sicilia è una e allo stesso tempo è plurale e indivisibile e, se qualcuno pensa ancora di potere costruire egemonia culturale sulle vicine province, si illude fortemente.

Le tre città metropolitane sono il cuore della Sicilia, ma quel cuore non va sovraffaticato e nessuno può pensare di annettere a sé le province più piccole.

La “capitale” (passatemi il termine) è e resta Palermo, ma certo non può pensare di annettere Enna, né nessun’altra.

La seconda città più popolosa è e resta Catania, ma non può pensare di annettere Siracusa e Ragusa.

Anni fa, Enzo Bianco, allora sindaco di Catania, inventò la formula del Distretto del Sud Est.

Fu un’idea sbagliata che non ebbe alcuna applicazione concreta se non quella di provare a costruire l’immagine di Bianco come leader di un’area vasta, o comunque più vasta.

Questa idea torna alla ribalta ad ogni occasione nella quale si può rispolverare una centralità (portualità, Camera di Commercio, etc…).

Ma è un’idea sbagliata.

Per lavorare insieme occorre costruire consenso e, diciamo la verità, quell’idea consenso (al di là di quello di facciata) non l’ha avuto mai.

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