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LA SICILIA RIORGANIZZI LE CAMERE DI COMMERCIO

13 Luglio 2021

Rino Piscitello

Si trovi un nuovo assetto che non penalizzi alcuna provincia

Dopo l’approvazione in Commissione alla Camera dei Deputati dell’emendamento Prestigiacomo al decreto Sostegni bis (sottoscritto anche dai colleghi Minardo, Ficara, Scerra e Raciti) che sgancia le Camere di Commercio di Siracusa e Ragusa da quella di Catania e le associa a quelle delle altre province di pari ‘peso’ (ossia Caltanissetta, Agrigento e Trapani), il dibattito politico sulla questione è diventato incandescente.

L’accorpamento e la riduzione del numero delle Camere di Commercio sono stati deliberati con l’approvazione della legge 124 del 2015 (la cosiddetta legge Madia) che stabilisce un numero massimo di 60 Camere di Commercio in Italia.

In Sicilia sono state create dai suddetti accorpamenti 4 Camere di Commercio: 1) Palermo-Enna, 2) Messina, 3) Catania-Siracusa-Ragusa, 4) Agrigento-Caltanissetta-Trapani.

Questa suddivisione ha evidentemente penalizzato le province piccole che sono state aggregate a città metropolitane, ossia Enna accorpata con Palermo e Siracusa e Ragusa accorpate con Catania.

In molti hanno fatto presente che la Camera di Commercio ipotizzata nell’emendamento Prestigiacomo ha un territorio troppo vasto e storicamente non collegato.

L’obiezione ha un fondamento oggettivo, ma l’emendamento Prestigiacomo ha avuto un merito indiscutibile: ha superato l’intoccabilità dello statu quo e ha riaperto il dibattito.

Adesso serve la politica e servono i partiti e i corpi intermedi.

E serve aprire un confronto per definire una posizione comune che non penalizzi alcuna provincia.

E la posizione comune non è difficile da trovare insieme all’accordo unitario di limitare i necessari commissariamenti a un tempo molto ridotto.

Si tratta di stabilire che le Città metropolitane hanno il diritto di avere una propria Camera di Commercio e che nessuna piccola provincia può andare a rimorchio. Alle tre Camere delle città metropolitane dovrebbero aggiungersi due altre Camere di Commercio: una formata da Siracusa, Ragusa ed Enna e l’altra da Agrigento, Caltanissetta e Trapani.

Il numero minimo delle imprese previste dalla legge Madia verrebbe rispettato ma la riorganizzazione dovrebbe prevedere 5 Camere di Commercio anziché 4.

Siamo certi che a fronte di una posizione comune di governo regionale, forze politiche di maggioranza e opposizione e associazioni imprenditoriali e sindacali di una regione a Statuto speciale come la Sicilia, nessun governo nazionale avrebbe l’ardire di opporsi.

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