Oggi e domani va in scena ad Agrigento la commedia del partito inventato. Questo è infatti Controcorrente, la creatura politica creata da ismaele La Vardera per conquistare il palcoscenico siciliano.
E i partiti, amici e avversari, hanno fatto tutti gli errori possibili nel confrontarsi con lui. Lo hanno trattato come se fosse un’operazione politica e invece è semplicemente un esperimento di comunicazione per la conquista del potere.
Esperimento indifferente al posizionamento. Prima aveva provato con il centrodestra ed era stato il candidato sindaco di Salvini e Meloni a Palermo. Poi si era fatto eleggere all’Ars da un partito fuori dalle coalizioni, ossia Sud chiama Nord di Cateno De Luca. E infine si è posizionato a sinistra con l’unica ragione che ne ha percepito la debolezza e la schizofrenia in terra di Sicilia. Ha capito che tra le coalizioni l’unica scalabile era la sinistra ed ha messo in azione il proprio progetto comunicativo.
Nella terra di Crocetta e, se volete, di Orlando. Nella terra che aveva portato quasi il 50% dei voti a Beppe Grillo, l’esperimento poteva avere corso. Un esperimento senza politica, basato soltanto sul populismo che fa apparire i programmi e poi li fa scomparire.
Riuscite a ricordare una sola proposta politica di La Vardera? Siamo certi di no. Tutto semplice opportunism … pardon opportunità.
Dopo le elezioni regionali ha cominciato con una proposta oggettivamente di destra che infatti adesso non cita più: le analisi dei capelli dei deputati per vedere se avevano fatto uso di droga. Iniziativa peraltro inutile perchè i risultati restavano segreti e chi non voleva non faceva le analisi.
Poi l’iniziativa sulla libertà di battigia a Mondello che è diventata per puro caso iniziativa contro la Italo-Belga che assumeva parenti di mafiosi. Puro caso perchè qualcuno gli ha segnalato chi erano quelli che lo avevano allontanati dalla spiaggia e La Vardera ne ha approfittato per alzare il tiro.
Anche questo scontro è finito in nulla perchè la Italo Belga gestisce ugualmente la spiaggia e il Prefetto non ha ovviamente deciso per alcuna interdittiva antimafia per la quale non vi erano le condizioni. La società ha soltanto avuto un affiancamento con tre amministratori giudiziari per un anno.
Ma La Vardera è tornato alla carica a Ferragosto gridando contro uno sversamento di colibatteri fecali proveniente da un tubicino della gestione della Italo belga dell’ex Charleston. Subito analisi a tappeto dalle quali non è risultato nulla. L’ex Charleston rivoltato da capo a piedi senza trovare niente. Poi quando, come succede sempre in estate, per un solo giorno, i limiti di legge sono stati superati ha gridato sfacciatamente che quella era la prova che aveva avuto ragione. E invece era proprio la prova del torto. Ma La Vardera non chiede scusa (non lo fa in nessun caso) e sostiene sempre di avere ragione anche quando tutte le analisi di laboratorio gli danno torto. È una tecnica e non fallisce mai. Nel frattempo il danno fatto alla borgata marinara di Mondello, alle sue attività commerciali e turistiche è incalcolabile.
Altra battaglia inconcludente, ma presentata come fondamentale per il riscatto della Sicilia: quella contro Siciliacque chiedendo alla Regione di rescindere la convenzione prendendo in carico il servizio. Sarebbe una tragedia senza precedenti in quanto la Regione non sarebbe pronta a farlo, nè in grado di fare gli investimenti necessari. La Vardera lo sa, ma a lui interessa soltanto la mobilitazione di tanta gente che lo segue con la sindrome del Messia.
Tutte le iniziative fino ad ora intraprese hanno la caratteristica della finzione: non cercano risultati, ma soltanto ammuina.
Il resto è tecnica e stupidità di avversari e alleati. Gli alleati gli lasciano Agrigento, piazza impossibile per la sinistra e gli avversari lo sottovalutano. Lui percepisce la divisione della destra e ne fa la sua forza. Per vincere sarebbe bastato andare in ballottaggio e poi la vittoria non poteva che essere dello sfidante giovane e pulito contro la vecchia classe politica. E così è stato.
I suoi seguaci non sentono alcuna ragione. Sembra che compri like e followers di stranieri su Tik Tok. Lui non risponde e i fans lo difendono comunque. Accetta anche lui all’inizio di dividere le mancette con gli altri deputati. Poi dice che però le sue mancette profumano e quelle degli altri puzzano, e la sua gente gli crede. Non mantiene fede ai suoi impegni (vedi tradimento di Cateno De Luca o deputati sottratti ai 5 Stelle), ma nessuno ci fa caso.
Ha aderito a progetto Civico che è per lui soltanto un modo per entrare nei meccanismi nazionali. Lo aveva già fatto e se ne era andato. Poi è tornato come se nulla fosse.
Adesso ad Agrigento organizza gli Stati Generali con l’unico obiettivo di essere credibile come candidato alla Presidenza. E PD e 5 Stelle gli vanno dietro pensando di poterlo fermare e convincerlo. Sbagliano e se ne accorgeranno.
Commissiona sondaggi e si dichiara primo partito. Una volta nessuno lo avrebbe preso in considerazione. Adesso è il vero pericolo per l’Isola.
Un nuovo Crocetta che rischia di distruggere l’immagine e l’economia della Sicilia.





