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LE CAMERE DI COMMERCIO SI CREDONO INTOCCABILI

1 Dicembre 2021

Rino Piscitello

La nota di Unioncamere contro l'emendamento dell'onorevole Prestigiacomo sui commissari della Camere di Commercio.

Un emendamento dell’on. Prestigiacomo ha scatenato il pandemonio tra quelli che hanno interesse a che non si tocchi nulla nel sistema di potere delle Camere di Commercio siciliane.

Evidentemente ci sono forze che non riescono a digerire la nuova normativa che libera le province di Siracusa e Ragusa da un assetto ingiusto e poco sopportabile.

Qualcuno che trova scandaloso che una provincia, come ad esempio può essere Siracusa, non voglia essere colonizzata e trattata come una riserva indiana da un potente della provincia vicina.

Qualcuno che ritiene strano che una parlamentare difenda gli interessi del proprio territorio e insieme gli interessi pubblici di tutta la regione.

La strana nota di Unioncamere

E le pressioni sono fortissime.

Oggi è il turno di Unioncamere Sicilia, il cui Presidente, curando gli interessi precostituiti delle Camere di Commercio nell’assetto attuale che, come è noto, non piace a moltissimi siciliani interessati al buon andamento e allo sviluppo dell’imprenditorialità, invia una lettera solenne che ha il sapore di un editto medievale, e la indirizza persino al Presidente della Repubblica.

Bloccare un emendamento?

Chiede “con forza al governo nazionale e agli onorevoli componenti della quinta commissione della Camera di voler bloccare l’emendamento, che vede prima firmataria l’onorevole Stefania Prestigiacomo”.

Cioè, al di là del merito sul quale arriveremo, chiede al Governo e ai componenti della Commissione Bilancio di bloccare (si badi non bocciare ma bloccare) un emendamento di una parlamentare della Repubblica.

Strane insinuazioni

Non contento di questa richiesta, che a noi (che siamo maliziosi) somiglia molto a un’ingiunzione, insinua che l’emendamento “persegue obiettivi evidentemente diversi da quelli dichiarati“.

Cioè il Presidente di Unioncamere sostiene con naturalezza che una parlamentare nel presentare, come è suo diritto, modifiche a un testo di legge, ha obiettivi “diversi da quelli dichiarati”.

Non dice di non essere d’accordo; dice che l’emendamento ha scopi nascosti e ovviamente non dice quali sono questi scopi.

Messaggi non espliciti

Siamo nel pieno della tecnica dei messaggi non espliciti ma evidentemente chiarissimi.

La lettera prosegue con gli stessi toni.

Si chiede di “impedire interventi strumentali di singoli, che nulla hanno a che vedere con la volontà e gli interessi legittimi dei territori siciliani”, come se Unioncamere potesse decidere chi sono i buoni e chi sono i cattivi.

Sostenitori dello “statu quo”

Si chiede poi al Presidente Musumeci di “prendere atto della volontà, espressa unanimemente, dal mondo imprenditoriale e dai rappresentanti dei territori” pur sapendo che non esiste alcuna volontà unanime; gli si chiede di “garantire l’attuale assetto territoriale delle Camere di Commercio, nato dalla volontà dei territori e l’unico che possa essere sostenibile” pur sapendo che così non è.

E infine si sostiene con il massimo di forzatura linguistica che “tanto le Camere di Commercio siciliane quanto le relative organizzazioni di categoria e sindacali, sono assolutamente contrarie a modificare il vigente assetto territoriale delle Camere di Commercio di Agrigento, Caltanissetta, Catania, Ragusa, Siracusa e Trapani, fatto salvo il caso, si addivenisse in futuro alla concessione di una quinta Camera di Commercio oggi non prevedibile in forza di legge”.

Parlano di una norma che è già legge

Ma l’emendamento non parla di questo. Questo è già legge.

L’emendamento dell’on. Prestigiacomo serve soltanto a razionalizzare e a chiarire il percorso di nomina dei nuovi commissari delle Camere di Commercio per impedire che qualche potente, agendo in modo silenzioso, potesse fare melina ed impedire il regolare corso di una legge dello Stato.

E che questo fosse vero si intuisce dalle reazioni che vi sono per impedire l’approvazione dell’emendamento.

Due considerazioni aggiuntive vanno però fatte per evitare di non essere chiari.

Le manovre sull’aeroporto

  1. Mentre i siracusani, insieme all’on. Prestigiacomo, sono impegnati a difendere la propria autonomia, qualche altro (e ovviamente non parlo di Unioncamere) si ritiene disturbato da queste pretese perché occupato principalmente a difendere la propria posizione che credeva acquisita e ad occuparsi delle questioni relative alla vendita dell’aeroporto.
  2. La proposta dell’accorpamento di 5 province è evidentemente tattica, in quanto unica e temporanea strada percorribile per giungere all’autonomia di una Camera di Commercio per le province di Ragusa e Siracusa. Ma se qualcuno conosce un altro percorso per arrivarci, lo dica. Chi è contrario smetta di dire ipocritamente “peccato che non si possa fare”.

P.S. Credo che il Presidente della Camera dovrebbe intervenire su un’istituzione come Unioncamere che si permette di dire che un emendamento in Parlamento ha scopi diversi da quelli dichiarati. L’affermazione somiglia davvero tanto alla fattispecie del vilipendio.

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