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LE POLITICHE UE “INCORAGGIANO ANZICHÉ SCORAGGIARE L’EMIGRAZIONE ILLEGALE”

14 Settembre 2021

Umberto Riccobello

La Corte dei Conti europea boccia la politica migratoria dell’Unione

Secondo una relazione speciale della Corte dei conti europea, la cooperazione tra l’Unione Europea e i paesi non-UE non riesce a garantire in modo efficiente il rimpatrio dei migranti in situazione irregolare presenti sul territorio dell’UE.

Nel periodo 2015-2020, i progressi compiuti nello stipulare accordi di riammissione tra UE e paesi non-UE sono stati soltanto modesti.

Inoltre, le azioni dell’UE volte ad assicurare nella pratica il rispetto degli obblighi di riammissione da parte dei paesi non-UE non sono state sufficientemente efficaci.

Dal 2008, ogni anno circa mezzo milione di cittadini non-UE hanno ricevuto un’ingiunzione a lasciare l’UE perché vi erano entrati o vi soggiornavano senza autorizzazione. Tuttavia, meno di uno su cinque è effettivamente ritornato nel proprio paese al di fuori dell’Europa.

Una delle cause del basso numero di rimpatri di migranti irregolari è la difficoltà a cooperare con i loro paesi di origine.

“Una politica sulla riammissione efficace e ben gestita è una parte essenziale di una politica complessiva sulla migrazione”, ha dichiarato Leo Brincat, il Membro della Corte dei conti europea responsabile della relazione. “Nonostante ciò, l’attuale sistema messo in atto dall’UE per i rimpatri presenta gravi inefficienze che sortiscono un effetto contrario a quello auspicato: incoraggiano, anziché scoraggiare, l’immigrazione illegale”. 

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