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LE UNIVERSITÀ SICILIANE E IL LORO POSTO IN CLASSIFICA

IN BUONA POSIZIONE, MA SOLO PALERMO AVANZA IN GRADUATORIA

14 Maggio 2024

Umberto Riccobello

università

Anche quest’anno è stata pubblicata la classifica delle migliori università del mondo stilata dal Center World University Rankings.

La classifica è stilata su 20.996 istituti universitari nel mondo. Da quell’elenco è stata poi predisposta una lista “Global 2.000” con i migliori atenei ed enti di ricerca di 94 Paesi.

L’Italia è presente con 67 atenei, malgrado perda posizioni rispetto allo scorso anno.

La prima università italiana è La Sapienza di Roma al 124° posto nel mondo rispetto al 116° dell’anno passato.

Il 75% dei 67 atenei italiani presenti nella lista Global 2000 ha perso posizioni e solo 16 hanno migliorato il loro posto in graduatoria.

Ciò è dovuto soprattutto al mancato aumento degli investimenti in ricerca e sviluppo a fronte di un Paese come la Cina dove gli investimenti in ricerca sono cresciuti di un terzo.

Le tre università siciliane sono collocate in buona posizione, ma tra loro solo Palermo ha guadagnato alcune posizioni in classifica generale.

Catania è al 21° posto in Italia e al 502° nel mondo con un punteggio di 74,3 fatto 100 il punteggio della prima università al mondo che è Harward. L’anno passato Catania occupava ugualmente la posizione 21 in Italia, ma nel mondo era alla posizione 482. Ha quindi perso 20 posizioni in graduatoria.

Palermo è invece al 28° posto in Italia e al 587° nel mondo con un punteggio di 73,5. L’anno passato Palermo occupava la posizione 29 in Italia e ha quindi recuperato una posizione, e nel mondo era al posto 592. Ha quindi guadagnato 5 posizioni in graduatoria.

Messina è infine al 39° posto in Italia e al 890° nel mondo con un punteggio di 71,8. L’anno passato Messina occupava ugualmente la posizione 40 in Italia guadagnando una posizione, ma nel mondo era al posto 791. Ha quindi perso ben 99 posizioni in graduatoria.

Il CWUR, pubblica la classifica delle università valutando soprattutto qualità dell’istruzione, occupazione degli ex studenti, qualità dei docenti e prestazioni della ricerca senza basarsi su sondaggi e invio di dati da parte degli atenei.

Per stilarla, usa sette indicatori:

1) Istruzione: basata principalmente sul successo accademico degli ex studenti di un’università, misurata rispetto alle dimensioni di questa (25%)

2) Occupabilità: basato principalmente sul successo professionale degli ex studenti di un’università, misurato rispetto alle dimensioni di questa (25%)

3) Facoltà: misurata dal numero di docenti che hanno ricevuto importanti riconoscimenti accademici (10%)

4-5) Risultati della ricerca: misurati in particolare dal numero totale di articoli di ricerca (10%), apparsi su riviste di alto livello (10%)

6) Influenza: misurata dal numero di articoli di ricerca apparsi su riviste molto influenti (10%)

7) Citazioni: misurate soprattutto dal numero di articoli di ricerca altamente citati (10%)

1) Roma La Sapienza
2) Padova
3) Milano
4) Bologna
5) Torino
6) Napoli Federico II
7) Firenze
8) Genova
9) Pisa
10) Pavia
11) Politecnico di Milano
12) Milano-Bicocca
13) Roma Tor Vergata
14) Parma
15) Vita-Salute San Raffaele
16) Cattolica Università del Sacro Cuore
17) Perugia
18) Bari
19) Trento
20) Trieste
21) Catania
22) Verona
23) Siena
24) Ferrara
25) Modena e Reggio Emilia
26) Bocconi Milano
27) Scuola Normale Superiore di Pisa
28) Palermo
29) Brescia
30) Politecnico di Torino

1) Harvard
2) Massachusetts Institute of Technology
3) Stanford University
4) Università di Cambridge
5) Università di Oxford
6) Princeton Università
7) Columbia Università
8) Università di Pennsylvania
9) Yale Università
10) California Institute of Technology

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