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LO STATUTO SICILIANO HA 75 ANNI

15 Maggio 2021

di: Rino Piscitello

Autonomisti per scelta, indipendentisti solo se fosse necessario

Buon compleanno al nostro Statuto.

La Carta Costituzionale della Sicilia ha compiuto 75 anni e precede di due anni la stessa Carta costituzionale italiana.

In questo lunghissimo periodo lo Statuto è stato sempre più disapplicato.

La fine della guerra ha coinciso con il rafforzamento dei partiti nazionali e con la scomparsa dei partiti indipendentisti siciliani.

Nel 1946 il MIS (Movimento per l’Indipendenza della Sicilia aveva mezzo milione di iscritti e che tutti gli altri partiti non arrivavano a centomila.

L’Autonomia non è quindi mai partita davvero ed è stata sostituita dalla strapotere dei partiti italiani con pochissime e brevissime parentesi (Milazzo, Lombardo e adesso Musumeci, unici leader di partiti nati e sviluppati in Sicilia).

Adesso è arrivata l’ora, dopo tre quarti di secolo, di una nuova forte stagione autonomista che rivendichi l’attuazione piena dello Statuto speciale, a partire dal ripristino dell’Alta Corte che non è mai stata formalmente abolita.

Lo Statuto segnava un accordo pattizio tra due entità eguali, di cui una rinunciava all’indipendenza in cambio di un riconoscimento pienamente federale.

Questo è lo spirito che va recuperato.

Non è un caso, né un regalo che l’Assemblea Regionale Siciliana sia un Parlamento come la Camera dei Deputati e il Senato della Repubblica, che i suoi componenti siano deputati e non consiglieri regionali e abbiano il titolo di onorevoli come i componenti delle Camere e che la regione (unica tra le regioni) non si chiami Regione Sicilia (con il sostantivo), bensì Regione Siciliana (con l’aggettivo) esattamente come la Repubblica che non è Italia ma Italiana.

Non è un caso. Si tratta di un riconoscimento formale all’unicità della nostra Regione e al Patto stipulato con l’Italia.

Ripartiamo dallo Statuto e rivendichiamone la piena applicazione.

Si apra una trattativa su ogni articolo e Musumeci come segnale nomini i componenti siciliani dell’Alta Corte.

Noi siamo autonomisti per scelta politica e non abbiamo nessuna velleità separatista.

Saremmo indipendentisti soltanto se ciò si rendesse necessario a causa della costante disapplicazione dello Statuto.

Nel 75esimo anniversario della nostra Carta riscopriamo il nostro orgoglio di essere siciliani prima che italiani ed europei.

Ma per fare tutto questo forse occorrerebbe un partito.

Bene. Facciamolo!

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