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LOMBARDO CANDIDATO ALLE EUROPEE?

11 Marzo 2024

Rino Piscitello

Il leader del Movimento per l’Autonomia, Raffaele Lombardo, per la prima volta non ha escluso di potersi candidare alle elezioni europee.

“Io candidarmi alle Europee? Mai dire mai – ha detto a Ragusa Lombardo -. Per ora, però, non ci sono le condizioni anche se il nostro movimento punta a far sì che possa esserci una voce a rappresentare la Sicilia”.

In politica “mai dire mai” quasi sempre vuol dire sì.

Avevamo detto qualche giorno fa che, saltate le elezioni dirette delle province, Lombardo non aveva più forti motivazioni per mantenere il patto federativo con la Lega. Tranne l’ipotesi di prendere con un suo candidato il seggio che toccherà a quella lista.

Probabilmente il leader dell’MPA ha fatto la stessa considerazione e avrà valutato che una sua candidatura renderebbe quasi certo quell’obiettivo.

Il leader dell’MPA, Raffaele Lombardo

Una scelta di questo tipo indebolirebbe la candidatura della parlamentare europea uscente della Lega, Annalisa Tardino, e costringerebbe Luca Sammartino a concentrare i suoi sforzi e a riflettere persino su una sua candidatura. Sarebbe davvero un bel redde rationem.

“Bisogna fare rinascere lo spirito che caratterizzava il nostro movimento – ha poi detto Lombardo -; siamo stati fermi per qualche anno. Ora, però, è fondamentale andare a intrattenere rapporti personali con gli elettori e spiegare bene quali sono gli obiettivi che ci poniamo. Mettere in evidenza le peculiarità di un partito regionalista come il nostro che cercherà di spingere affinché ai territori dell’isola siano riconosciute le dovute attenzioni”.

Lombardo ha poi preso posizione, quasi a voler rassicurare la Lega, a favore dell’autonomia differenziata che – ha detto – “porterà a una responsabilizzazione delle classi dirigenti per cui non si può più giocare, servirà massima efficienza, correttezza e competenza”.

Stimiamo Raffaele Lombardo e abbiamo accolto con soddisfazione il suo ritorno dopo dodici anni di ingiuste sofferenze e crediamo che meriterebbe un ritorno diretto nelle istituzioni. Ma sull’autonomia differenziata non possiamo trovarci d’accordo.

Se non si rendono davvero uguali le posizioni di partenza, l’autonomia differenziata non potrà giovare al Sud. E per rendere uguali le posizioni di partenza bisogna ancora fare troppa strada.

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