Ci sono errori che hanno bisogno delle pubbliche scuse

Non condividiamo buona parte delle cose che l’on. Donato, europarlamentare della Lega, sostiene sui vaccini, ma soprattutto a volte non condividiamo il tono che usa nel farlo.
Ma è nel suo pieno diritto e riteniamo che il confronto resti sempre utile.
Per il resto l’abbiamo sempre stimata come persona e come personaggio politico.
Ma c’è un limite che non può essere valicato ed è quello del rispetto delle persone, soprattutto quando queste non possono più replicare.
A proposito della morte per Covid del dottor Leonardo Ditta, medico di Castelvetrano, vaccinato con doppia dose, i cui familiari hanno comunque invitato tutti a vaccinarsi, perché il vaccino, tranne casi rari e sfortunati, rappresenta la salvezza contro il Covid, la Donato ha definito la posizione della famiglia “credibile come una barzelletta”.
Parole alle quali la figlia del dottore ha risposto: “Non si vergogna di speculare in questo modo su un morto? Invece di criticare la nostra credibilità dovrebbe pensare ad avere un minimo di pudore e rispetto”.
Non possiamo che comprendere e condividere questa risposta.
Si possono avere tutte le convinzioni del mondo, ma qui è stato superato un limite invalicabile.
L’on. Donato ha un solo modo per uscirne: dichiari di aver pronunciato “’na parola suverchiu” e chieda pubblicamente scusa.
E se lei non volesse farlo, siamo certi che lo pretenderà l’on. Minardo, segretario regionale della Lega, noto per moderazione ed equilibrio.




