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L’ON. FRANCESCA DONATO, E “’A PAROLA SUVERCHIU”

10 Settembre 2021

Rino Piscitello

Ci sono errori che hanno bisogno delle pubbliche scuse

Non condividiamo buona parte delle cose che l’on. Donato, europarlamentare della Lega, sostiene sui vaccini, ma soprattutto a volte non condividiamo il tono che usa nel farlo.

Ma è nel suo pieno diritto e riteniamo che il confronto resti sempre utile.

Per il resto l’abbiamo sempre stimata come persona e come personaggio politico.

Ma c’è un limite che non può essere valicato ed è quello del rispetto delle persone, soprattutto quando queste non possono più replicare.

A proposito della morte per Covid del dottor Leonardo Ditta, medico di Castelvetrano, vaccinato con doppia dose, i cui familiari hanno comunque invitato tutti a vaccinarsi, perché il vaccino, tranne casi rari e sfortunati, rappresenta la salvezza contro il Covid, la Donato ha definito la posizione della famiglia “credibile come una barzelletta”.

Parole alle quali la figlia del dottore ha risposto: “Non si vergogna di speculare in questo modo su un morto? Invece di criticare la nostra credibilità dovrebbe pensare ad avere un minimo di pudore e rispetto”.

Non possiamo che comprendere e condividere questa risposta.

Si possono avere tutte le convinzioni del mondo, ma qui è stato superato un limite invalicabile.

L’on. Donato ha un solo modo per uscirne: dichiari di aver pronunciato “’na parola suverchiu” e chieda pubblicamente scusa.

E se lei non volesse farlo, siamo certi che lo pretenderà l’on. Minardo, segretario regionale della Lega, noto per moderazione ed equilibrio.

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