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LUCA SAMMARTINO CONTRO RAFFAELE LOMBARDO

26 Gennaio 2024

Rino Piscitello

Nella Lega è cominciato il vero scontro che è quello tra il vicepresidente della regione, Luca Sammartino, e il leader dell’MPA (ormai federato con i salviniani), Raffaele Lombardo.

E considerato il carattere dei due, lo scontro riserverà pesanti sorprese nei mesi a venire, almeno fino alle europee.

Lo scontro diretto all’interno del partito di Salvini sarebbe tra Sammartino e la segretaria regionale e parlamentare europea, Annalisa Tardino.

Ma, dopo le scelte di Matteo Salvini, tutti sanno che il partito di Raffaele Lombardo è stato accettato come partito federato anche per proteggere la Tardino ed evitare un’eccessiva espansione del gruppo Sammartino, la cui fedeltà alla Lega non è certo considerata eterna.

LUCA SAMMARTINO CONTRO RAFFAELE LOMBARDO
Il leghista vicepresidente della Regione, Luca Sammartino.

La guerra è ufficialmente cominciata due giorni fa nel corso di un incontro all’Hotel delle Palme convocato ingenuamente dalla Tardino per affrontare i temi delle future elezioni e soprattutto la questione delle nomine dei manager della sanità.

Presente per il partito nazionale, il sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon.

Dopo mesi di fuoco covato sotto la cenere, i sammartiniani hanno deciso di aprire il fuoco contro la segretaria regionale accusandola di non saper far crescere il partito. Obiezione alla quale la Tardino replicava dicendo di aver nominato i responsabili provinciali su indicazione di Sammartino, e subito dopo indignata abbandonava la riunione.

L’obiettivo vero dell’assalto è però il patto federativo con i lombardiani che Sammartino non è disponibile a digerire e che doveva essere rafforzato con la federazione dei gruppi anche all’Assemblea Regionale.

Il primo sgarbo è infatti rivolto ai deputati dell’MPA che attendevano per firmare il patto e che sono stati tenuti fuori dalla porta della stanza della riunione per tutta la serata fin quando non sono andati via molto infastiditi (per usare un eufemismo).

La posta in gioco nello scontro con i lombardiani è molto alta. Si va dalle nomine nella sanità (Sammartino preferisce 2 posti ciascuno anziché 5, basta che siano i due posti che chiede lui) fino alla Presidenza della provincia di Catania che Lombardo cerca di ottenere per uno dei suoi, se non addirittura per se stesso.

E sul fronte interno, il prossimo passo sarà chiedere la dimissioni della Tardino, che le regole interne della Lega considerano incompatibile in quanto candidata alle europee, e sostituirla con il messinese sammartiniano Nino Germanà e successivamente fare fuori Marianna Caronia da capogruppo all’ARS e sostituirla con l’ex fedelissimo di Cateno De Luca, poi passato alla Lega, Salvatore Geraci.

Con il gruppo Sammartino sono schierati 5 deputati regionali su sei, compresi i due assessori, ossia Giuseppe Laccoto, Luca Sammartino, Vincenzo Figuccia, Mimmo Turano e Salvatore Geraci. Unica eccezione la Caronia.

La risposta arriva dai lombardiani con un pesantissimo e quasi brutale comunicato stampa diretto contro Sammartino di Fabio Mancuso, rappresentante dell’MPA nelle trattative del centrodestra, .

“Non mettiamo in discussione nessun patto federativo – dichiara Mancuso – anche perché a sottoscriverlo è stato il segretario federale della Lega Matteo Salvini… In quanto ai mal di pancia di cui si legge circa intergruppi, candidature alle europee, impegni elettorali, segreterie regionali e patti federativi, l’antidoto, per taluni, è semplice ed efficace: dirgli a chiare lettere che sennò perdono il potere (assessorati, sottogoverni, risorse) e, per carità, il relativo ‘servizio reso quotidianamente alla collettività. Basta dirglielo – con il dovuto garbo si intende – e dai mal di pancia guariscono subito”.

Come si può dedurre i toni sono ormai arrivati al ‘calor bianco’ e a Salvini toccherà mediare. Difficilmente però la mediazione potrà andare in porto senza perdite.

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