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MA PERCHÉ NON SONO MAI CHIARI QUANDO PARLANO DI SICILIA?

28 Aprile 2021

Francesco Cimò

Dall’attraversamento dinamico all’alta velocità finta

Abbiamo già parlato dello stile rococò del linguaggio del Ministro delle Infrastrutture e della mobilità sostenibile, Enrico Giovannini, che qualche giorno fa si lanciò nella spericolatissima formula “attraversamento dinamico” dello Stretto, che ancora adesso non comprendiamo bene cosa volesse dire.

Uno squarcio di luce è però arrivato da una sua intervista di ieri sul quotidiano La Repubblica nella quale leggiamo la frase: “è previsto il rinnovamento della flotta navale anche per la tratta dello Stretto di Messina perché potremmo acquistare aliscafi e navi più ecologiche.”

Quindi parlava di rinnovare traghetti e aliscafi, ossia era un modo particolarmente involuto per dire che il Ponte non gli piace senza però dirlo esplicitamente.

D’altronde se compri le navi nuove vuol dire che pensi di non fare il Ponte.

Ma allora perché non lo si dice chiaramente?

Ieri Draghi sul Ponte ha detto che Giovannini ha una relazione pronta e che la presenterà a giorni in Parlamento.

Ma, se aveva una relazione pronta, perché non la presentava prima delle proposte di Draghi sul PNRR?

Ieri Draghi, parlando di alta velocità” come se avesse qualche attinenza, ha detto che “il raddoppio del binario sulla linea esistente della Palermo-Catania-Messina va incontro ad un’esigenza avanzata dalla Regione Siciliana”.

E perché ne parla in mezzo ai discorsi sull’alta velocità come se fosse la stessa cosa?

Insomma per non fare il Ponte comprano traghetti e per non fare le linee ad alta velocità ristrutturano le linee esistenti.

Ma perché non sono mai chiari quando parlano di Sicilia?

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