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MICCICHÈ E IL CONCETTO A LUI OSTICO DI PECULATO

IN TROPPI HANNO DIFFICOLTÀ A DISTINGUERE TRA USO PERSONALE E USO ISTITUZIONALE

21 Maggio 2024

Rino Piscitello

Gianfranco Miccichè

In una nota inviata ieri sera, Gianfranco Miccichè ha fatto una dichiarazione che testimonia fino in fondo le sue convinzioni.

“Io e il mio staff – ha detto Miccichè – abbiamo sempre lavorato e agito con la massima trasparenza e rigore. Sono pronto a chiarire tutto davanti gli organi competenti”.

Abbiamo riflettuto molto sulla dichiarazione e ci siamo convinti che Miccichè sia sincero.

Sia nel caso che le accuse siano reali, sia che non lo siano, lui è assolutamente convinto di non aver fatto nulla di illecito. Non lo sfiora neppure il dubbio di avere commesso un reato.

La realtà è che sembra il concetto stesso di peculato ad essergli completamente ostico.

Il suo ragionamento appare semplice: non ho rubato, quindi non ho fatto nulla di male.

Ferma restando la presunzione di innocenza che per noi rimane un dogma, abbiamo la sensazione che potrebbe sfuggirgli la differenza tra uso personale e uso istituzionale di un bene o di un servizio.

Se non fossimo coscienti di indurre i lettori al riso, potremmo persino sostenere che, se ha violato la legge, lo ha fatto a sua insaputa.

Ad onor del vero, non è l’unico politico che vive questa sindrome. Sono tanti, e scommetteremmo che alcuni sono ancora in carica.

Vengono peraltro agevolati da due questioni. La genericità e la superficialità dei regolamenti interni delle istituzioni (in questo caso dell’Assemblea Regionale) e i mancati controlli che mantengono sereni i titolari dei suddetti privilegi.

Questo vale in particolare per gli ex ai quali si potrebbe persino pensare, non avendo più funzioni istituzionali, che la macchina sia assegnata per uso personale legato allo status di ex e non istituzionale legato alla funzione.

Senza dire che alla fine quelli perseguiti sono soltanto coloro sui quali si posa lo sguardo della magistratura.

P.S. La genericità dei regolamenti peraltro rischia di far apparire labile il confine tra uso legittimo e peculato e non ci stupiremmo se alla fine l’indagine si concludesse in una bolla di sapone.

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