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MIGRANTI. MUSUMECI AL VIMINALE: NON RESTI UN’EMERGENZA SICILIANA

14 Maggio 2021

Rino Piscitello

Proposto un servizio di vigilanza, per intercettare subito i barconi in partenza

Il Presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, ha incontrato ieri al Viminale, insieme al sindaco di Lampedusa, Totò Martello, la Ministra dell’Interno Luciana Lamorgese.

Alla fine dell’incontro il Presidente Musumeci ha dichiarato: «Ho rappresentato al ministro Lamorgese la preoccupazione della comunità siciliana per le previsioni allarmanti dei Servizi circa il possibile arrivo di 70 mila migranti che potrebbero nelle prossime settimane partire dalle coste del Nord Africa. Carne umana nelle mani di spregiudicati delinquenti. Di fronte a questa triste realtà sono due le prospettive che si aprono: primo, avremo tanti altri morti innocenti nel Mediterraneo nelle prossime settimane; secondo, i mass media daranno il messaggio sbagliato di una Sicilia insicura, anche se sappiamo che non c’è contatto tra le aree destinate all’accoglienza e quelle riservate al turismo e allo svago. Ma è un messaggio negativo che rischia di compromettere le aspirazioni di una ripartenza dell’Isola».

Abbiamo avanzato la richiesta che il 25 maggio, durante il Consiglio Europeo, il premier riesca finalmente a battere i pugni sul tavolo e spiegare all’Europa che questo dramma umanitario non può essere lasciato soltanto all’Italia, anzi alla Sicilia e alle sue terre frontaliere, cioè Lampedusa e le altre coste della Sicilia orientale».

Il Presidente della Regione ha ribadito la necessità di «un serio servizio di vigilanza aerea e in mare, per intercettare subito i barconi in  partenza dalle coste nordafricane. Dal ministro abbiamo ottenuto rassicurazioni, ma la singola buona volontà non basta a rasserenarci e rassicurarci».

Musumeci ha lanciato un ulteriore appello «ai senatori e deputati eletti in Sicilia e agli eurodeputati che siedono a Strasburgo, affinché esercitino un’azione di stimolo e di pressione. Questa è una tragedia che non può pesare solo sul popolo siciliano.».

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