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MUSUMECI: TORNARE ALLA SUA VECCHIA CASA O PROSEGUIRE VERSO IL FUTURO

9 Agosto 2021

Rino Piscitello

La difficile scelta tra Ulisse ed Enea

Ci vuole coraggio a partire, a rompere con le proprie vecchie certezze, a non lasciarsi prendere dalla nostalgia e a voler esplorare il proprio futuro.

E non è facile. Tra chi ti accusa di tradimento e chi cerca di impedirti di alzare le vele.

Ma quando riesci a partire non puoi più tornare.

Semplicemente perché il porto dal quale sei partito non esiste più.

Se tornassi non lo riconosceresti e ti troveresti a disagio tra chi pratica un pensiero antico che non è più il tuo e che, anche con il non detto, ti rimprovererebbe quella partenza.

Su questo dovrebbe riflettere l’onorevole Briguglio che consiglia a Musumeci di tornare “alla cultura politica da cui lui e tanti che oggi lo seguono sono partiti” e di sciogliere Diventerà Bellissima e andare alla corte della Meloni.

Sarebbe come spezzare le speranze che sono state seminate, come interrompere un esperimento che ha già prodotto eccellenti risultati.

E soprattutto quel ritorno invierebbe il segnale, falso ma inevitabile, che per mantenere il risultato si negano le nuove idee che lo hanno prodotto.

Nessuno dei nuovi compagni di strada affascinati dal progetto potrebbe seguirlo nel mesto, anche se ricco, ritorno a casa.

Non è rifugiandosi nel porto sicuro del proprio passato che si sfugge al “mare mosso della politica”, bensì navigando verso i nuovi lidi.

L’Itaca dalla quale è partito non c’è più; l’unica opzione che rimane è fondare nuove città.

Tra l’Ulisse che torna a casa ed Enea che va verso il futuro, la scelta non può che essere Enea.

Il viaggio verso l’ignoto con la consapevolezza che la meta in gran parte consiste nel viaggio.

Si tratta di una scelta tra il passato e il futuro.

Dopo il rafforzamento del centrodestra e della Lega con nuove acquisizioni, le pressioni nei confronti di Musumeci affinchè faccia una scelta sono diventate sempre più pressanti.

Ma l’errore non starebbe solo nel tornare a una casa che non esiste più; ma anche quello di andare in un’altra casa.

L’opzione possibile rimane rifondare e rafforzare un movimento che ha la testa e il cuore in Sicilia e diventare sempre più riferimento di tutti coloro che hanno a cuore la rinascita di un’isola che “diventerà bellissima”.

Va certamente in questa direzione l’accordo tra i gruppi di Diventerà Bellissima e di Attiva Sicilia che all’Assemblea Regionale Siciliana hanno creato l’intergruppo “Per la Sicilia”, scelta che dovrebbe uscire dall’ARS e coinvolgere liste civiche, gruppi sicilianisti e società civile.

Il consiglio che ci sentiamo quindi di dare a Musumeci è quello di rimanere autonomo dalle dinamiche nazionali, assumendo una sola decisione: scegliere un partito italiano del centrodestra con il quale stabilire esclusivamente un patto federativo allo scopo di assicurarsi rappresentanza sul piano nazionale ed europeo.

La scelta avvenga sulla base della lealtà e di un accordo programmatico.

E a chi dice che i partiti potrebbero scegliere un diverso candidato, ci sentiamo di obiettare che per cambiare bisogna prima motivare i cambiamenti sul piano dei risultati e della capacità di governo e questo ci sembra oggettivamente molto complicato.

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