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NEL RICORDO DI ROCCO CHINNICI

29 Luglio 2021

Rino Piscitello

L’ideatore del pool antimafia ucciso il 29 luglio 1983

Il cammino verso una coscienza antimafiosa che togliesse ogni consenso alla criminalità organizzata è passato anche dal sacrificio del giudice Rocco Chinnici ucciso a 58 anni il 29 luglio 1983 insieme ai due uomini della sua scorta, il maresciallo Mario Trapassi e l’appuntato Salvatore Bartolotta, nonché Stefano Li Sacchi, il portiere dello stabile in cui il giudice abitava.

Fu di fatto la prima strage mafiosa di stampo terroristico. La mafia imbottì con 75 chili di esplosivo una Fiat 126 parcheggiata davanti all’abitazione del giudice.

Chinnici diventa consigliere istruttore nel 1979 dopo l’assassinio di Cesare Terranova. Fu lui ad avere l’idea di istituire il Pool antimafia e a sceglierne Falcone e Borsellino come uomini di punta ed è da quella idea e dal suo metodo investigativo che si avvia l’istruzione del maxiprocesso nel 1985, primo vero colpo alla struttura della criminalità organizzata.

Studioso della storia della mafia, in un convegno organizzato dal CSM ebbe a dire: “La mafia come associazione e con tale denominazione, non era mai esistita in Sicilia. Nasce e si sviluppa in Sicilia non prima, ma subito dopo l’unificazione del Regno d’Italia”.

Oggi a Palermo per ricordarlo sarà presente la Ministra della Giustizia, Marta Cartabia.

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