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OTTIMA LEGGE SUGLI APPALTI BOCCIATA DALLA CONSULTA

13 Febbraio 2021

Nino Piscitello

I costruttori la riproporranno per tutta Italia

La Sicilia aveva una legge che ha funzionato bene.

Lo dicono tutti tranne qualche politico borioso e accecato dall’odio.

Era la legge sugli appalti.

Condivisa da tutte le associazioni datoriali che adesso vorrebbero proporla anche a livello nazionale.

Era stata approvata nel 2019 dall’Assemblea Regionale Siciliana su input del Governo e dell’Assessore alle infrastrutture Marco Falcone.

La Corte Costituzionale l’ha dichiarata illegittima perché “invade la sfera di competenza esclusiva statale in materia di “tutela della concorrenza” adottando previsioni in contrasto con quelle del codice dei contratti pubblici.”.

Riteniamo che la sentenza della Corte non rispetti lo spirito dello Statuto della Regione Siciliana e non tenga conto delle numerose leggi sugli appalti approvate dall’ARS nel corso degli anni e mai impugnate.

Vorremmo aggiungere anche da sicilianisti che se lo Statuto fosse stato rispettato fino in fondo e avessimo avuto l’Alta Corte, questo probabilmente non sarebbe successo.

“In questo anno e mezzo, – ha dichiarato l’Assessore Falcone – la norma, voluta da tutte le associazioni datoriali, ha comunque sortito il positivo effetto di comprimere i ribassi praticati dalle imprese. Questo ha portato al beneficio di lavori aggiudicati con un ragionevole utile di impresa, scongiurando il rischio che offerte troppo al limite potessero incidere sulla qualità delle opere. Altro elemento essenziale: sono state espletate circa duecento gare con un contenzioso ridotto praticamente a zero. Qualcuno, prima di commentare, dovrebbe studiare o comunque approfondire meglio l’argomento.”

Il Presidente dell’Associazione Costruttori siciliani ha dichiarato: “Per noi resta un meccanismo che funziona. La legge siciliana piace ai costruttori di tutta Italia”.

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