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Patto ‘Ndrangheta-Cosa Nostra su traffico e spaccio di droga.

19 Luglio 2022

Redazione

Due distinte operazioni antidroga a Messina e a Catania che evidenziano un patto permanente tra Cosa Nostra siciliana e la ‘ndrangheta calabrese.

Ambedue le operazioni dimostrano di come la mafie siano fortemente impegnate nel traffico e nello spaccio di sostanze stupefacenti.

Patto ‘Ndrangheta-Cosa Nostra su traffico e spaccio di droga.

La prima operazione ha come scenario Messina dove i Carabinieri del Comando Provinciale hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 18 persone accusate a vario titolo di associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

Tra gli arrestati il boss ‘ndranghetista Paolo Nirta, in affari con i trafficanti messinesi.

L’inchiesta, coordinata dalla dda guidata dal procuratore Maurizio de Lucia, nasce dagli accertamenti fatti dal Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Messina dal febbraio 2021, a seguito delle dichiarazioni di un collaboratore di giustizia, che ha parlato di una strutturata associazione di trafficanti di droga che operava principalmente nella zona sud della città di Messina.

La banda aveva di fatto quasi interamente monopolizzato l’approvvigionamento in città della cocaina, che poi veniva spacciata al dettaglio a Messina, ma anche nel comune di Tortorici, dove c’era un’autonoma piazza di spaccio gestita da alcuni degli indagati.

Il fornitore si serviva di un’articolata rete di corrieri, tutti residenti nella provincia di Vibo Valentia alcuni dei quali incensurati, che si occupavano della consegna della droga “a domicilio” fino a Messina.

Particolarmente ingegnose erano le modalità di trasporto della cocaina dalla Calabria a Messina.

Per sfuggire a eventuali controlli, in particolare nell’area degli imbarcaderi dei traghetti, gli indagati utilizzavano auto modificate in alcune parti della carrozzeria con doppi fondi in cui nascondere la droga.

I calabresi, inoltre, avevano dato ai complici messinesi telefoni riservati.

Nel corso delle indagini sono state documentate varie forniture di sostanze stupefacenti dalla Calabria alla Sicilia, che hanno portato al sequestro di 3 chili di cocaina.

Oltre alla città di Messina, i vertici dell’associazione erano in grado di rifornire di stupefacente pusher che operavano nella cittadina di Tortorici con i quali avevano creato un canale privilegiato di fornitura.

La seconda operazione si è sviluppata a Catania ed è stata denominata ‘Blanco’.

L’operazione ha portato all’esecuzione di 28 misure cautelari.

Due bande trafficavano in cocaina e marijuana. Tra le accuse anche quella di detenzione di armi da sparo clandestine.

I due gruppi trafficavano cocaina e marijuana sull’asse Calabria-Sicilia. Il nucleo fondante dell’indagine si è sviluppato tra l’ottobre 2018 e l’agosto 2019, dopo il ferimento a colpi d’arma da fuoco di Anthony Scalia, 30enne, avvenuto la sera del 30 settembre 2018, e dopo il tentato omicidio di Giuseppe La Placa, del 12 novembre dello stesso anno, quest’ultimo ritenuto dagli investigatori esponente del clan mafioso Cappello-Bonaccorsi.

La prima organizzazione era dedita al traffico di cocaina e aveva come base operativa il rione popolare San Giovanni Galermo. I principali componenti sarebbero stati Lorenzo Michele Schillaci e Michele Fontanarossa, oltre che il trafficante calabrese Giovanni Minnici.

I tre, tutti finiti in cella, ogni settimana riuscivano a fare giungere a Catania e nell’Agrigentino grosse forniture di cocaina grazie a diversi corrieri che viaggiavano su auto con doppi fondi.

La cocaina, che veniva stoccata all’interno di un’abitazione nella zona di Mascalucia, serviva per l’approvvigionamento delle principali piazze di spaccio di Catania, e tra queste quella di via Capo Passero che sarebbe stata guidata da Schillaci.

Secondo la Dda etnea quest’ultimo all’epoca dei fatti sarebbe stato “soggetto di rango apicale del clan mafioso Santapaola-Ercolano”, appartenente alla famiglia Nizza.

Nel corso delle indagini su questa prima organizzazione sono stati arrestati in flagranza di reato vari corrieri con il sequestro conseguente di 21 chili di cocaina destinati al mercato catanese.

La seconda organizzazione criminale era dedita al traffico di marijuana ed aveva la propria base operativa nel rione popolare San Berillo Nuovo.

I principali membri, secondo la Dda, sarebbero stati Francesco Ieni, “storicamente legato al clan mafioso Pillera-Puntina”, e il trafficante calabrese Alessandro Robortella, anche loro finiti in carcere: facevano giungere ogni settimana a Catania grosse forniture di marijuana che venivano poi rivendute a vari grossisti.

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