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PATUANELLI MINISTRO A 5 STELLE DELL’AGRICOLTURA DEL NORD

20 Aprile 2021

Rino Piscitello

Il ministro si schiera contro i diritti delle Regioni del Sud e della Sicilia

La vicenda è molto complessa e proveremo a semplificarla il più possibile per consentire a tutti di comprendere qual è la posta in gioco e l’operazione contro il Sud delle regioni del centronord sulle questioni relative all’agricoltura.

La Politica Agricola Comune (PAC) si avvia ad essere riformata e la trattativa di tutti i Paesi europei su questa nuova riforma per il prossimo settennato è ancora da definire.

In attesa di tutto questo, si è deciso di prorogare di due anni il vecchio settennato della PAC.

Sembrerebbe scontato che una proroga di questo tipo dovesse mantenere invariate le condizioni dell’accordo iniziale.

Ma così non è.

La PAC è formata da due pilastri: Il primo relativo al sostegno diretto al reddito degli agricoltori che ha parametri che sono più vantaggiosi per gli agricoltori del Nord; il secondo, ossia la politica di sviluppo rurale, che, essendo congegnato allo scopo di ridurre il divario tra le diverse parti del Paese, è storicamente riposizionato a favore delle regioni del Sud.

Le Regioni del Nord chiedono incomprensibilmente di modificare soltanto il secondo pilastro, mentre la logica richiederebbe di non modificare nulla fino al 2022, ovvero di riqualificare entrambi.

Le motivazioni sono legate alla richiesta da parte delle regioni del Nord di criteri oggettivi da sostituire al recupero del divario tra le diverse parti del Paese, con la motivazione che la politica agricola non può essere coinvolta nell’impegno a ridurre il divario.

Traduciamo meglio: l’Italia delle quote latte di alcuni anni fa, quella che ha sempre cercato di utilizzare contro il Sud la propria forza produttiva, chiede che vengano valutati come criteri le quantità di produzione, le virtù produttive, l’intensività delle colture e così via. Chiedono insomma che venga privilegiata la forza rispetto alla solidarietà.

Per comprendere l’entità della questione, aggiungiamo che, con tale proposta, le Regioni del Sud perderebbero circa due miliardi di fondi comunitari e la sola Sicilia circa 400 milioni.

Le Regioni del Sud si oppongono con la motivazione che va rivisto tutto alla fine della proroga e che se modifiche vi devono essere devono coinvolgere entrambi i pilastri della PAC, anche in considerazione del fatto che qualsiasi scelta non può danneggiare le Regioni del Sud in omaggio al principio della coesione territoriale sul quale è fondata l’Europa.

Il Ministro Patuanelli dei 5Stelle a questo punto avanza una proposta che arditamente chiama mediazione, ma che fin da subito si rivela vantaggiosa per le posizioni del Nord e viene quindi bocciata da tutte le Regioni del Sud.

La Sicilia, la Campania, la Puglia, la Basilicata, e la Calabria, insieme all’Umbria, hanno deciso di rifiutarla in quanto assolutamente sbilanciata.

Appare così chiaro che il ministro Patuanelli abbia preso a riferimento esclusivamente gli interessi del Nord.

Anche per questo, il Movimento Terra è Vita, movimento di agricoltori siciliani, ne ha chiesto le immediate dimissioni invitando i siciliani a non votare più per i 5 stelle.

Noi più semplicemente chiediamo ai 5 stelle siciliani di prendere subito le distanze dal ministro Patuanelli.

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