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PD, ULTIMA REGIONE IN ITALIA.

GUARDIAMO I DATI ELETTORALI

11 Giugno 2024

Rino Piscitello

PD

Nel PD si è già aperta la durissima stagione congressuale alla quale per la verità non riusciamo ad appassionarci.

Lo scontro è tra Anthony Barbagallo, curatore di tutte le ultime sconfitte elettorali del partito della sinistra, schierato con Elly Schlein (dire schleiniano ci viene un po’ difficile) insieme all’ex ministro Provenzano, e la maggioranza del gruppo parlamentare.

La prima puntata l’ha vinta di certo quest’ultimo gruppo riuscendo a piazzare Peppino Lupo al Parlamento Europeo superando il candidato di Barbagallo, Antonio Nicita, che è stato superato anche da Pietro Bartolo.

Subito dopo i risultati vi è stata anche una polemica tra Nicita e il capogruppo all’ARS, Michele Catanzaro. Nicita ha attaccato in una sua nota la vecchia politica di una parte dei deputati regionali e Catanzaro gli ha risposto a muso duro che si trattava di un’accusa di cattivo gusto da parte di un non eletto.

A questa è seguita la polemica tra il Presidente della Commissione regionale antimafia, Antonello Cracolici, e il segretario regionale Anthony Barbagallo.

Cracolici ha dichiarato a LiveSicilia che “il Pd nazionale registra una grande crescita che testimonia una ripresa evidente.” Invece “il partito siciliano presenta una battuta d’arresto” ed “è dieci punti sotto quello nazionale.”

Barbagallo risponde che “i dati dicono che siamo l’unica forza dell’opposizione presente all’Ars che cresce e si consolida.”.

Sui numeri però ha proprio ragione Cracolici e siamo in grado di dimostrarlo.

Nel 2019 alle europee precedenti il PD prese in Sicilia il 16,63% e si collocò al 14° posto tra le regioni italiane, con un risultato percentuale identico a quello del PD delle regioni Abruzzo e Puglia e superiore a quello conseguito dal PD nelle regioni Molise, Valle D’Aosta e Trentino Alto Adige.

Nelle elezioni della settimana scorsa il PD ha invece ottenuto due risultati invidiabili: con il 14,35% è stata l’unica regione che ha perso oltre due punti percentuali rispetto a cinque anni prima, malgrado l’aumento di voti del PD nazionale e soprattutto si è piazzato al ventesimo posto sulle venti regioni italiane.

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