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PONTE SULLO STRETTO. GIOVANNINI, PERCHÉ NON PARLI?

5 Maggio 2021

Nino Piscitello

Il ministro delle Infrastrutture fa il gioco del silenzio

Sul Ponte sullo Stretto il Ministro Giovannini ha parlato tanto ma non ha detto proprio nulla.

Ha iniziato con due concetti fondamentali:

  1. se si decidesse di farlo, non si può utilizzare il Recovery Plan che prevede la realizzazione delle opere entro il 2026.
  2. nel Recovery abbiamo inserito forme di “attraversamento dinamico” dello Stretto (si è capito dopo che con questa formula si riferiva solo a traghetti più moderni).

Ora, a parte il fatto che “l’attraversamento dinamico” fa a gara con la “supercazzola” di Amici Miei per il concorso “Parole prive di significato”, l’ipotesi di comunicare il parere del governo sul Ponte non lo ha neppure sfiorato.

Adesso, da quasi un mese, ha comunicato che la Commissione, istituita dalla precedente ministra sulle questioni relative al Ponte sullo Stretto,  ha terminato i suoi lavori e che quindi presto ci sarà il dibattito in Parlamento.

Di quello che pensa lui però non siamo riusciti ad avere informazioni .

La sfinge Giovannini si comporta come un geometra del catasto che trasmette le informazioni ma poi non prende parte alle decisioni.

Al dibattito in Parlamento il Governo deve presentarsi, invece, con una propria posizione chiara e la responsabilità comprende il Presidente Draghi.

Non si può fare da osservatori, bisogna prendere posizione da protagonisti.

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