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PROVINCE: AL VOTO IL 9 GIUGNO. SCATTA IL CENCELLI.

5 Gennaio 2024

Rino Piscitello

La notizia che il 9 giugno, insieme alle europee, si voterà anche per le province, ha messo in subbuglio la politica siciliana.

Fino a quando non era ancora ancora certa la data delle elezioni, nessuno poteva fare i conti o esternare le proprie ambizioni.

La data del voto non è una variabile indipendente, ma modifica aspettative e risultati. Il voto in coincidenza con le europee rende il quadro molto più chiaro e favorisce i partiti presenti in quella competizione.

Si aprono adesso le danze e i partiti iniziano a rivendicare i posti di governo e al loro interno vengono avanzate le richieste di candidatura.

PROVINCE: AL VOTO IL 9 GIUGNO. SCATTA IL CENCELLI.

Il tutto reso più complicato dal fatto che la legge non è ancora stata approvata e la stessa ripartizione in collegi potrebbe subire alcune modifiche.

Ovviamente la prima questione che si pone è quella delle Presidenze delle nove province (tra le quali le tre città metropolitane).

E qui scatta il manuale Cencelli sulla base della percentuale ottenuta dai partiti alle ultime elezioni regionali.

I partiti del centrodestra hanno ottenuto il 49,9% dei voti, così suddivisi: Fratelli d’Italia 15,1%, Forza Italia 14,7%, Lega 6,8%, Autonomisti 6,8%, DC 6,5%.

Sulla base di questi risultati le nove candidature del centrodestra alla Presidenza dovrebbero essere ripartite con il criterio 3/3/1/1/1.

Per quanto riguarda invece le opposizioni, occorre prima verificare se si presenteranno unite oppure divise.

Nel caso si presentassero unite, le nove candidature alla Presidenza sarebbero suddivise in parti uguali avendo ottenuto le liste di Sud chiama Nord, del PD e del M5S, risultati simili.

Per entrambi gli schieramenti tutto andrà ponderato poi con l’importanza e la grandezza delle singole province e compensato con le vicepresidenze di giunta e con le Presidenze del Consiglio.

Tutto poi andrà equilibrato sulla base dei risultati delle elezioni provinciali.

Con l’augurio che venga abolito il ballottaggio o che le coalizioni siano così unite da favorire i risultati finali già al primo turno.

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