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PROVINCE, SI PREPARANO INCIUCI. RISCHI PER FDI E FI

19 Febbraio 2024

Rino Piscitello

Dopo la bocciatura del disegno di legge sull’elezione diretta degli organi delle province, nei territori cominciano già a delinearsi gli inciuci per le elezioni di secondo grado.

Il meccanismo della legge vigente prevede l’elezione ponderata (cioè sulla base della popolazione del territorio rappresentato) da parte dei consiglieri comunali e dei sindaci dei comuni di ogni provincia.

A questo punto è chiaro che per queste elezioni le coalizioni di fatto non conteranno più e che entreranno in gioco i gruppi di potere e le consorterie (e forse anche le logge) dei territori.

Si rincorrono già le voci sui primi incontri tra esponenti delle forze centriste, del Partito Democratico e di Sud chiama Nord, con esclusione da un lato del Movimento 5 Stelle e dall’altro di Fratelli d’Italia e di buona parte di Forza Italia.

PROVINCE, SI PREPARANO INCIUCI. RISCHI PER FDI E FI

Non conteranno più i partiti, ma principalmente le correnti e i rapporti storici tra alcuni esponenti della vecchia politica che rinsalderanno antichi interessi in comune.

Tutto questo indebolirà le coalizioni e al loro interno prima di tutto i partiti con più forte propensione ideale e più inclini alla cultura del bipolarismo.

E indebolito risulterà anche il Presidente Schifani, leader di una coalizione fondata sul bipolarismo.

Questa situazione sarà peraltro molto rafforzata senza una modifica legislativa che impedisca che gli organi di secondo grado durino cinque anni come adesso prevede la legge.

Prevalente sarà il modello Trapani dove il sindaco attuale del PD ha vinto con un accordo con i rappresentanti della Lega dell’assessore Turano o il modello Siracusa dove non è un mistero che uno “sbandamento” dell’Mpa ha consentito la rielezione del sindaco uscente contro il centrodestra.

Con il vantaggio che il tutto si potrà fare davvero con accordi segreti che non dovranno essere sottoposti al controllo popolare.

La situazione sarà abbastanza diversa nelle tre Città metropolitane nelle quali il Presidente rimane il sindaco del capoluogo. A Messina il controllo e il relativo potere andranno per intero nelle mani dei fedelissimi di Cateno De Luca e questo gli darà una forza notevole nei successivi appuntamenti elettorali. Catania e Palermo saranno invece le uniche due province nelle quali con buona probabilità non vi saranno molti cambiamenti.

Nei panni dei dirigenti di Fratelli d’Italia (e anche in quelli del Presidente Schifani e quindi di Forza Italia) faremmo di tutto per impedire le elezioni di secondo grado e per pretendere dagli alleati l’approvazione rapida di una norma che consenta le elezioni dirette a fine anno.

In caso contrario riteniamo davvero poco probabile che tra le sei province che andranno al voto vi sia anche solo un Presidente appartenente a Fratelli d’Italia e probabilmente anche a Forza Italia.

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