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PROVINCE: SI TORNI ALLA DEMOCRAZIA

27 Settembre 2021

Rino Piscitello

Prorogati i commissari

Il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, ha firmato, su proposta dell’assessore regionale alle Autonomie locali Marco Zambuto, i provvedimenti di proroga degli incarichi dei commissari straordinari delle ex Province.

Nelle Città Metropolitane i commissari hanno i poteri del Consiglio, dato che le funzioni di sindaco metropolitano e di presidente della Conferenza della Città metropolitana sono esercitate dai sindaci dei capoluoghi.

Nei sei Liberi Consorzi i commissari esercitano invece le funzioni sia del presidente che del Consiglio.

Musumeci non aveva alternative e doveva necessariamente prorogare i vecchi commissari o nominarne di nuovi.

Province commissariate da oltre otto anni

Ma le province sono commissariate da oltre otto anni e i cittadini siciliani sono espropriati dei loro diritti di democrazia.

Fu la prima cosa orribile che fecero Crocetta e la sinistra siciliana non appena vinsero le elezioni.

Eliminarono le Province ed ovviamente non trovarono niente con cui sostituirle.

In questo ebbero la totale complicità dei 5 stelle.

E, a causa di questa scelta, da più di otto anni edilizia scolastica e manutenzione stradale nel territorio (solo per citare i principali compiti delle province) sono abbandonate e senza governo diretto.

E i cittadini non hanno la possibilità di scegliere chi li governa.

E un burocrate, per quanto onesto e serio, non potrà mai essere interessato come chi deve rispondere all’elettorato.

Adesso si aspetta il voto indiretto di sindaci e consiglieri comunali. Un voto di secondo grado che non servirà ad altro che ad allontanare i politici dal popolo.

L’ARS faccia una scelta di coraggio nell’ultimo anno del suo mandato.

Torniamo all’elezione diretta di Presidente e consiglieri

Si cancelli la norma sulle elezioni di secondo grado e si voti una legge che preveda di nuovo l’elezione diretta di Presidente e consiglieri provinciali.

Se il governo la impugnerà, la Sicilia ricorrerà alla Corte Costituzionale.

Facciamo valere la nostra autonomia sull’organizzazione delle autonomie locali e riportiamo la democrazia nelle province.

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