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QUANTE PARTI IN COMMEDIA FA GIANFRANCO MICCICHÈ?

12 Aprile 2021

Redazione

Capocorrente, capopartito, Presidente dell’Assemblea e qualche volta sembra pure capo dell’opposizione.

In una lunga intervista, rilasciata ieri al quotidiano La Sicilia, Gianfranco Miccichè non riesce a contenere la sua nota incontinenza verbale e parte lancia in resta contro tutti coloro che si sono permessi di non manifestargli aperta subalternità.

I primi obiettivi dei suoi attacchi sono Musumeci, Armao e Falcone, ma in sottofondo si avverte abbastanza chiaramente che il rancore maggiore lo serba nei confronti di Berlusconi che due settimane fa ha tentato di rimuoverlo da commissario di Forza Italia e che tre giorni fa ha messo bene in chiaro che gli assessori Falcone e Armao non si toccano e che Musumeci è ricandidato  alla Presidenza della Regione.

Riteniamo che nel merito le affermazioni di Miccichè non siano condivisibili e che anzi rischino di reinserire pesantemente i modi della vecchissima politica all’interno della coalizione alla quale Musumeci ha garantito in questi anni uno stile più sobrio e allo stesso tempo meno tradizionale; ma quello che ci preme davvero sottolineare, e che ci addolora e scandalizza, è il miscuglio che avviene tra ruoli di partito e funzioni istituzionali.

Miccichè sembra parlare contemporaneamente da Presidente dell’Assemblea, da capopartito, da capocorrente e (persino) da capo dell’opposizione.

Potremmo aggiungere anche che prova a parlare da capo della coalizione di centrodestra visto che, a un certo punto dell’intervista, annuncia che convocherà lui una riunione della coalizione, ma forse in questo caso si è soltanto fatto trascinare dalla veemenza delle sue parole .

La ferita che viene inferta allo Statuto da questo mescolamento di ruoli e funzioni istituzionali è molto grave, non essendoci precedenti di capo di un partito, che venga eletto al vertice di un assemblea legislativa, e non lasci il precedente incarico.

Non è questione di centrodestra o di centrosinistra, bensì esclusivamente di tipo istituzionale: il Presidente dell’Assemblea non può in nessun caso abbandonare i propri obblighi di terzietà e intervenire a gamba tesa nel dibattito e, soprattutto, nella polemica politica.

E la cosa che più di tutte troviamo insopportabile è che le opposizioni si siano lanciate in un coro di condivisioni anziché difendere le garanzie istituzionali.

Miccichè decida una volta per tutte qual è il suo ruolo e, se opta per essere capopartito o, come in questo caso, capocorrente e capo dell’opposizione, lasci l’incarico istituzionale nel quale, peraltro troppo spesso, smarrisce l’aplomb richiesto e dà in escandescenze che a volte rischiano di scadere nella volgarità.

Se il tutto fosse invece determinato soltanto da un allentamento fisiologico dei freni inibitori, e fosse quindi una semplice dimostrazione di debolezza, siamo certi che le persone a lui più vicine sapranno rapidamente consigliargli scelte di mediazione e di non sovrapposizione dei ruoli.

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