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QUEL REDDITO DI CITTADINANZA NEMICO DEL LAVORO

5 Luglio 2021

di: Umberto Riccobello

Va rifiutata la cultura dell’assistenza

La Sicilia e l’Italia ripartono e sono tante le attività commerciali che si stanno trovando senza lavoratori disponibili a causa del reddito di cittadinanza.

Sono centinaia di migliaia i percettori del reddito di cittadinanza ai quali davvero non conviene accettare un posto di lavoro a tempo determinato.

Bar, ristoranti e alberghi si lamentano tutti della stessa cosa: non si riesce a trovare mano d’opera.

Non si trovano cuochi, lavapiatti, camerieri e così via.

È tutta colpa del reddito di cittadinanza? Certo che no.

Ma sicuramente è colpa di chi non aveva previsto una conseguenza assolutamente ovvia.

Il reddito di cittadinanza si basa su una cultura dell’assistenza e della deresponsabilizzazione, pur dovendo ammettere che nei lunghi mesi della pandemia ha svolto un’utile funzione sociale.

Adesso però è tempo di cambiare e, pur senza soluzioni radicali e drammatiche, occorre pensare ad alcune modifiche della normativa nazionale fino ad arrivare al suo superamento.

La prima modifica necessaria riguarda la possibilità di accettare un lavoro stagionale sospendendo i tempi e l’erogazione del reddito. In questo modo nessuno rifiuterebbe un lavoro e i lavori stagionali non ne risentirebbero.

La seconda modifica riguarda la perdita del reddito di cittadinanza già al rifiuto del primo lavoro.

La terza modifica riguarda il collegamento tra il reddito di cittadinanza e le condizioni di vita. Il reddito non va dato per il possesso della cittadinanza, ma per le difficili condizioni economiche di alcune famiglie.

Il solo pensare che alcune attività turistiche siciliane non riescono ad avviarsi per mancanza di personale a tempo determinato e rischiano di fare cattiva figura con i turisti stranieri, mette davvero tristezza.

Alcuni sindacati sostengono che i lavoratori rifiutano perché le condizioni di lavoro sono pesanti. Ma non è sempre così.

Un disoccupato che percepisce 800 euro di reddito di cittadinanza, e che immagina di fare 4 o 5 serate in nero a 60 o 70 euro a serata, rifiuterà sempre un lavoro anche se perfettamente sindacalizzato.

Per la Sicilia peraltro il reddito di cittadinanza ha determinato il rilancio della cultura dell’assistenzialismo che per la nostra isola ha sempre significato un danno non indifferente.

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