Le differenze nelle dotazioni infrastrutturali del Nord e del Sud

Da tempo diciamo che le risorse del Recovery Plan devono andare a riequilibrare il divario tra il Nord e il Sud del Paese e contestiamo a Conte e al suo governo l’incapacità di avviarsi in questa direzione.
E quello che pesa di più è l’enorme divario infrastrutturale.
Non ti puoi riprendere se i porti, gli aeroporti, gli interporti, le ferrovie e le stazioni ferroviarie, le autostrade non sono in grado di consentire una ripresa del territorio.
Qualcuno ha scambiato questa giusta protesta con un piagnisteo.
E allora mettiamo sul piatto i dati di questo divario:
Se facciamo l’Italia uguale a 100 relativamente all’indice infrastrutturale, il Nord ha un indice di 170,3, il Centro-Nord un indice di 139,6, il Mezzogiorno è a quota 51,1 e le isole solo a 44,7.
Lo squilibrio è enorme.
Come si fa a fare la stessa gara se uno parte avvantaggiato a metà percorso e l’altro corre con enormi pesi attaccati alle caviglie?
Se si vuole unire l’Italia questo divario va eliminato del tutto ed ogni risorsa va spesa per questo obiettivo.
Chi è contrario, vuole invece oggettivamente spaccare il Paese.





