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RAFFAELE LOMBARDO RIVENDICA IL SUO IMPEGNO ANTIMAFIA

17 Marzo 2021

Rino Piscitello

E contesta la passerella di impostori non disinteressati

Si batte come un leone Raffaele Lombardo. Ferito, ma pur sempre un leone.

Nella giornata di ieri al processo ha continuato a rilasciare ore di dichiarazioni spontanee con le quali non solo si è difeso dalle accuse astratte e contraddittorie dei pentiti, ma ha contrattaccato con logica stringente a difesa di un percorso politico, certo non esente da errori, ma coerente e a volte persino incosciente nell’impegno antimafioso.

Lombardo ha iniziato dicendo: “Con le mie azioni di contrasto a Cosa Nostra ho procurato ingenti danni all’organizzazione criminale in diversi settori, dall’energia eolica ai termovalorizzatori”.

Ed in effetti è difficile non ricordare il forte rallentamento che impose all’energia eolica in un momento nel quale questa era controllata in buona parte da interessi criminali e le pale spesso non erano nemmeno collegate alla rete elettrica.

Ed è difficile allo stesso modo dimenticare il coraggioso stop all’affare del secolo dei termovalorizzatori, quando attaccato da tutti, Lombardo assunse la difficile decisione pagando lo scotto di vedere finire a gambe all’aria la sua maggioranza.

Dobbiamo dirlo con la massima sincerità.

La sensazione che abbiamo provato nel leggere gli atti di questo processo è che qualcuno vorrebbe riscrivere in modo pesantemente negativo la storia di un periodo della Sicilia caratterizzato, pur con alti e bassi, dalla presenza inedita di un governo autonomista e dalla significativa rilevanza di un partito autonomista.

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