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RECOVERY PLAN: LE SCELTE NORDISTE DEL GOVERNO CONTE

19 Dicembre 2020

Rino Piscitello

Protesta dei Presidenti di Regione del Sud sulle scelte del Governo Conte in merito al Recovery Fund

recovery fund conte

L’Unione Europea ha stanziato per l’Italia 209 miliardi di cui circa un terzo a fondo perduto e due terzi come prestito a tasso agevolato. Si tratta del cosiddetto Recovery Plan poi ribattezzato Next Generation.

Come è noto l’Unione Europea ha sempre distribuito i propri fondi con il criterio della Coesione territoriale, cioè privilegiando largamente le aree deboli in termini economici e occupazionali. In particolare i fondi Next Generation intendono privilegiare le aree regionali “in funzione della gravità delle conseguenze socioeconomiche della crisi, tra cui il livello della disoccupazione giovanile e la prosperità relativa.”

Mai in Europa è venuto in mente a qualcuno di distribuire i fondi sulla base di criteri demografici.

Quest’idea è venuta in mente invece al Governo Conte che anziché fare il recovery plan nazionale sulla base dei bisogni dei territori, ha pensato bene di farlo sulla base della popolazione e quindi di assegnare all’intero sud solo il 34% dei fondi. Un furto vero e proprio di risorse.

I Presidenti della Campania, Abruzzo, Molise, Puglia, Basilicata e Sicilia si sono riuniti in modalità telematica e hanno inviato una lettera a Conte protestando fortemente contro questa scelta.

“Nessuna sterile rivendicazione – ha detto il Presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci – ma un fermo richiamo a criteri di equità.”

Al Sud a nostro parere devono andare non meno dei due terzi di tali fondi. Ci troviamo di fronte all’occasione storica di riequilibrare le diverse zone del nostro Paese. Non possiamo perderla.

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