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RIFLESSIONI SU UN’ORDINANZA E SULLA ZONA GIALLA INCOMBENTE

17 Agosto 2021

Rino Piscitello

A chi e a cosa serve il Green Pass?

Il 13 agosto, il Presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, ha emanato un’ordinanza nella quale si disponeva:

-la ricognizione della popolazione non sottoposta a vaccinazione e le nuove strategie per aumentare il numero dei vaccinati comune per comune;

-il pagamento del tampone per i non vaccinati per il rilascio del Green Pass, (misura già decisa in Veneto dal leghista Zaia);

-l’avere sempre la mascherina a portata di mano e il suo l’utilizzo anche all’aperto nei luoghi affollati;

-l’obbligo del tampone per le cerimonie private (compleanni, lauree, matrimoni) con eccezione per i vaccinati con doppia dose;

-il divieto d’accesso ai non vaccinati negli uffici pubblici e negli uffici privati preposti all’esercizio di attività amministrative, limitando per questi ultimi i servizi all’esclusivo utilizzo in modalità telematica.

L’ultima misura determinava numerose polemiche sulle quali sarebbe il caso di riflettere con calma.

Iniziamo però da una considerazione dalla quale non possiamo prescindere:

la Sicilia, a causa principalmente del turismo, ha un numero di contagi tali da sfiorare la zona gialla ed è inutile ricordare chi, seppure insensatamente, ne verrà considerato responsabile da buona parte della stampa e dall’opposizione.

Il divieto di accesso agli uffici pubblici dei non vaccinati è già stato sospeso in attesa dei chiarimenti inviati al Garante della privacy che aveva espresso alcuni dubbi.

Ci sentiamo però di dire che questo sembra assolutamente in linea con gli altri utilizzi del Green Pass nei luoghi dove si verificano assembramenti.

Il nodo è quindi il Green Pass.

A cosa serve il Green Pass, considerato che anche i vaccinati contagiano e sono contagiati e che però, a differenza dei non vaccinati, tranne casi molto rari, non finiscono in ospedale e in terapia intensiva?

Ma è ovvio. Serve a tutelare i non vaccinati che corrono un rischio terribile a frequentare gli stessi luoghi dei vaccinati.

Se possiamo dare quindi un consiglio al Presidente della Regione, comunichi al garante della privacy due piccole modifiche dell’ordinanza per garantire a tutti il diritto di fruire dei servizi senza correre rischi: 1. Escluda dagli uffici con divieto di accesso quelli che forniscono servizi che non operano con modalità telematica e 2. Stabilisca per questi ultimi l’accesso ai non vaccinati con il sistema della prenotazione prevedendo orari e sportelli dedicati. Con queste modifiche siamo certi che le polemiche si attenueranno e il Garante avrà serie difficoltà ad opporsi.

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