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Ruggero Razza, risali a bordo e combatti.

30 Marzo 2021

Redazione

Pubblichiamo, sulla vicenda dei dati della sanità, una nota di Ezechia Paolo Reale, noto avvocato ed ex assessore regionale, nonché Presidente del The Siracusa International Institute for Criminal Justice and Human Rights

di Ezechia Paolo Reale

Ruggero Razza sbaglia a dimettersi e il presidente Musumeci sbaglia ad accettarne le dimissioni.

Per più motivi:

1) In questo momento è impensabile lasciare la sanità priva della guida di chi conosce a fondo i problemi da affrontare;

2) È inaccettabile che la politica possa essere condizionata da un’indagine. È ora di finirla da una subordinazione che reca solo danni al paese;

3) LiveSicilia ha già pubblicato stralci delle intercettazioni. Se questa è la prova regina l’odore di fuffa è penetrante;

4) La difesa deve essere pubblica e mediatica, come lo è stata l’accusa, e deve giungere da un’istituzione perchè i fatti controversi, a prescindere dalla posizione processuale di Ruggero Razza, sono di estremo rilievo per la vita pubblica di OGGI e non di quando tra anni si capirà chi ha torto e chi ha ragione (basta leggere le reazioni antimeridionali e antisiciliane sui social per capire cosa voglio dire).

La storia, o se volete la cronaca, ha assegnato a Ruggero Razza un ruolo che supera la sua stessa persona e pone questioni di principio rilevantissime: ha il dovere di portare pubblicamente la croce e combattere queste battaglie.Nel processo, poi, lo difenderanno i suoi avvocati con tutto il necessario rispetto per la magistratura.

Penso, quindi, che Ruggero Razza debba restare a bordo della nave in difficoltà nella tempesta mediatica. Le dimissioni, in questo caso, non sono un atto di riguardo istituzionale, ma, al contrario, non solo lasciano l’istituzione in grande difficoltà, ma espongono l’intero popolo siciliano a un ingiusto ludibrio.

Ruggero Razza non ha certo un carattere che lo rende simpatico, con l’aggravante di un estremismo ( almeno sino a oggi) giustizialista che non rende onore alla sua cultura e alla sua preparazione, e oggi tutti si divertono, quindi e comprensibilmente, a sbranarlo (compresi, ovviamente, coloro che sino a ieri stavano in paziente attesa dietro la sua porta).

Ma la vicenda supera la persona e cade sul cuore della resistenza dell’equilibrio democratico. E come tale deve essere trattata, a prescindere da simpatie o antipatie personali o politiche.

Ad evitare la domanda insinuante dei cervelli a busta paga dico subito che per quel poco che conosco Ruggero Razza credo che non si sarebbe mai sognato di commettere un reato, mai e poi mai di tale disvalore etico.

Ma avrei fatto le stesse riflessioni anche se non lo conoscessi affatto.

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