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SALUTI DALLA SICILIA (ITALIA DI SERIE B E FORSE ANCHE C).

30 Luglio 2021

di: Rino Piscitello

Rapporto Svimez 2021: viviamo nella parte d’Italia sbagliata.

Sono state presentate ieri le Anticipazioni del Rapporto Svimez 2021.

Dal rapporto emerge con chiarezza che continuano ad esserci due Italie assolutamente distanti tra loro.

Il primo indicatore per comprendere la distanza è ovviamente il PIL, ossia il Prodotto Interno Lordo.

Ma prima di parlare del presente conviene comprendere cosa è successo negli ultimi 20 anni.

Negli anni dal 2001 al 2007 il PIL della Sicilia cresce del 5,3%, quello italiano dell’8,1 e quello del Centro-Nord del 9,5.

Negli anni della crisi dal 2008 al 2014 il PIL della Sicilia perde il 14%, quello italiano perde l’8,5 e quello del Centro-Nord solo il 7,2.

Dal 2015 al 2018, anni che dovrebbero essere di ripresa, il PIL siciliano cresce di un misero 0,3%. Quello italiano cresce del 4,8 e quello del Centro-Nord del 5,4.

Nel 2019, anno di stagnazione economica, il PIL siciliano perde lo 0,4%, mentre quello italiano e quello del Centro-Nord crescono dell’0,3.

Il 2020, l’anno del Covid, il PIL siciliano perde il 6,5%, quello italiano perde l’8,9 e quello del Centro-Nord il 9,1. È l’unico anno che la Sicilia, pur andando malissimo fa meglio del resto d’Italia. Molte industrie del Nord erano chiuse e d’estate il turismo, anche se al rallentatore, ha funzionato.

E ora veniamo al presente e al futuro.

La proiezione di crescita per la Sicilia nel 2021 mostra una crescita del PIL del 2,8% a fronte di una crescita dell’intero Paese del 4,7%.

Per il 2022 la previsione per la Sicilia è una crescita del 3% a fronte di una crescita nazionale del 4%.

Da considerare inoltre che il 63% della crescita al Sud (e quindi anche in Sicilia) deriveranno dalla capacità espansiva delle politiche pubbliche (recovery plan e similari) a confronto con il 39% del Centro-Nord e del 44% dell’intero Paese.

A questo aggiungiamo soltanto altri due dati: quello dell’occupazione e quello dei percettori del reddito di cittadinanza.

I giovani occupati in Sicilia nel 2020 sono il 25%, in Italia il 39,8 e al Centro-Nord il 46,8.

Gli occupati in generale sono in Sicilia il 41%, in Italia il 58,1 e al Centro-Nord il 65,4.

I percettori del reddito di cittadinanza sono in Sicilia 139 su 1000, in Italia 62,4 su 1000 e al Centro-Nord 34,7 su 1000.

Certo, alla luce di tutto questo, dire che siamo italiani forse è una parola grossa. Certamente non siamo considerati tali.

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