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SCHIFANI E LA COESIONE DEL CENTRODESTRA

MA NELLE ELEZIONI COMUNALI PREVALE L'ANARCHIA

23 Aprile 2024

Rino Piscitello

Renato Schifani

Sabato scorso, nel suo intervento al Consiglio nazionale di Forza Italia, Renato Schifani ha lanciato un monito all’intero centrodestra.

“Nel 2006, – ha detto Schifani – la sinistra si unì con un’alleanza che andava da Turigliatto al Partito repubblicano per contrastare Berlusconi. Allora avevano un leader, Romano Prodi. Oggi il campo largo è lontano ma non illudiamoci, un’alleanza di scopo prima o poi verrà realizzata. Manca il leader, è vero. Ma facciamo attenzione. E non perdiamo di vista il fatto che la nostra forza risiede nella piattaforma di valori condivisi in cui ci ritroviamo”.

Si tratta di un appello all’unità e alla coesione che le forze del centrodestra non possono non condividere.

È necessario infatti che sgombrino il campo prima possibile dal pregiudizio errato che il centrodestra resta comunque la coalizione più forte.

Era la stessa convinzione che aveva il centrodestra in Sardegna. E la sconfitta è stata dolorosissima.

Quella sconfitta ha aiutato il centrodestra ad affrontare con umiltà, e anche allargando le alleanze, le elezioni regionali dell’Abruzzo e, ieri, della Basilicata.

In Sicilia, il rischio di una ripresa del centrosinistra nei prossimi anni, anche grazie ad alleanze spregiudicate, va sempre tenuto sotto controllo.

Ha quindi tutte le ragioni Schifani. Il centrodestra deve difendere a tutti i costi la sua unità.

Ci permettiamo però di fare una domanda a lui e ai suoi interlocutori.

Perché allora nei comuni nei quali in Sicilia si vota in coincidenza con le elezioni europee è stato consentito un percorso di alleanze anarchico che non potrà che lasciare qualche strascico in termini di reciproci rancori?

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