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SCHIFANI ULTIMO. IL CENTRODESTRA RIFLETTA.

ULTIMO TRA I PRESIDENTI DELLE REGIONI NEL GRADIMENTO DEGLI ELETTORI

16 Maggio 2024

Rino Piscitello

In una rilevazione Swg sul gradimento dei Presidenti delle Regioni, Renato Schifani risulta all’ultimo posto con il 27% dei consensi.

Si tratta di un punto percentuale in più della stessa rilevazione del 2023, ma ben 15 punti indietro rispetto al risultato delle elezioni regionali del 2022 nelle quali fu eletto.

Il paragone con il primo in classifica è persino imbarazzante. È Il governatore del Veneto, Luca Zaia, che ha un gradimento del 70%.

Atteso che il sondaggio sia affidabile, ed è molto probabile che lo sia, in quanto le grandi società di sondaggi evitano normalmente di costruire dei falsi grossolani che sarebbero prontamente scoperti dalle altre società del settore, non vi è dubbio che sia necessaria una seria riflessione all’interno del centrodestra e non solo.

Schifani non è un governatore incapace, né tantomeno ignavo. Affronta le questioni e lo fa anche con un certo grado di decisionismo. E produce risultati.

Certo, ha anche, come tutti, parecchi limiti. Qualcuno gli attribuisce un carattere a tratti iroso con qualche aspetto vendicativo nei confronti di avversari e a volte semplicemente di chi non gli è devoto. Altri sostengono che non sia in grado di mantenere l’imparzialità che in molte occasioni è richiesta a un Presidente di Regione. Ma nessuno gli contesta il mancato impegno anche sui dossier più spinosi.

E allora perché il suo tasso di gradimento presso gli elettori è così basso?

La spiegazione principale che riusciamo a darci sta nella sostanziale mancanza di empatia che riesce ad esprimere. A volte non sembra un politico che ha la necessità e in qualche modo anche l’obbligo di ricercare il consenso, ma un semplice dirigente dell’amministrazione regionale.

Il centrodestra dovrebbe riflettere attentamente su questo dato.

Nei prossimi anni, atteso che non è verosimile una ricandidatura dello stesso Schifani come lui stesso ha peraltro più volte confermato, occorrerà immaginare candidature alla Presidenza della Regione che siano empatiche e in grado di entrare in sintonia con gli elettori e di trasmettere un progetto di cambiamento, di sviluppo e di difesa dell’identità della nostra isola.

Nessuno pensi che la vittoria del centrodestra sia comunque probabile. Non è più così.

L’aggregazione su base populista di un centrosinistra succube di Cateno De Luca e dei 5 Stelle, in assenza di un progetto e di un candidato credibile del centrodestra, è destinata a prevalere.

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