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SCHLEIN O BARBAGALLO CAPILISTA DEL PD ALLE EUROPEE

25 Marzo 2024

Rino Piscitello

Come di consueto, il PD sceglierà i propri candidati con uno scontro in prossimità dell’ultimo momento utile, anche sulla base delle scelte che prenderà Elly Schlein.

Quindi rimangono ancora molte incertezze sulla composizione delle liste e molto dipende anche da chi sarà il capolista.

La candidatura della Schlein come capolista taglierebbe la testa al toro e gli altri candidati andrebbero in ordine alfabetico.

Nel caso però la Schlein decidesse di non candidarsi, potrebbe aprirsi un notevole imbarazzo tra Giuseppe Lupo e Pietro Bartolo per chi dovrebbe assumere il ruolo di capolista e in secondo luogo mancherebbe ancora un candidato forte di area catanese.

Entrambe le questioni sarebbero risolte se, come propongono molti nell’area di maggioranza del PD, si chiedesse al segretario regionale Anthony Barbagallo di fare il sacrificio di guidare la lista nel caso di mancata candidatura della segretaria nazionale.

Una eventuale elezione di Barbagallo al Parlamento europeo determinerebbe peraltro l’elezione di una donna alla Camera dei Deputati. Quella Glenda Raiti cui Barbagallo impedì l’elezione nel 2022 optando per la Camera.

Anche alcuni avversari di Barbagallo sembra spingano per questa soluzione convinti che il segretario, che non gode certo di enorme popolarità dopo il flop delle regionali, otterrebbe alle elezioni un pessimo risultato e sarebbe quindi costretto a fare un passo indietro dalla guida del PD.

Ovviamente Barbagallo si oppone all’ipotesi di una sua candidatura, ma difficilmente potrebbe rinunciare se gli venisse chiesto dal Partito o dalla segreteria nazionale.

La segretaria del PD Elly Schlein

Tra gli altri nomi in lista vi sono, come dicevamo, Giuseppe Lupo, uscito finalmente dai suoi problemi giudiziari, e il deputato europeo uscente Pietro Bartolo.

Quest’ultimo però sembra che voglia chiedere una più serena collocazione nella lista PD dell’Italia centrale temendo di non reggere il confronto con Peppino Lupo, di certo più radicato dentro il partito, né tantomeno con Barbagallo se anch’esso fosse candidato. Ma sembra che questa aspirazione al trasferimento non potrà essere esaudita.

A completare la lista si fanno i nomi dell’ex assessora regionale palermitana Cleo Li Calzi, della deputata nazionale ennese Stefania Marino, della ex deputata nazionale messinese Maria Flavia Timbro vicina all’area dei No ponte.

Insieme ai due candidati sardi la lista sarebbe così completa in entrambe le ipotesi di capolista.

Ma i malumori, gli scontri e le incertezze proseguono.

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