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OPPOSIZIONE SENZA SCRUPOLI CONTRO LA SICILIA

19 Aprile 2021

di: Rino Piscitello

A Roma chiedono la pace, a Palermo dichiarano la guerra

In questo momento a Roma c’è un governo che comprende quasi tutti i partiti italiani, i toni si sono di molto affievoliti e la battaglia politica si gioca in punta di fioretto.

Persino Fratelli d’Italia, unico partito che non partecipa al governo, ha deciso nei fatti di tenere un’opposizione corretta e pacata, quella che in Inghilterra si chiamerebbe opposizione di Sua Maestà.

Le motivazioni sono chiare. In questo momento il Paese si trova a combattere una battaglia che va oltre le frontiere di centrodestra e centrosinistra: la battaglia contro la pandemia e per la ripresa.

In Sicilia purtroppo non funziona così.

I toni dell’opposizione sono toni da tregenda, da battaglia campale.

Toni che ricordano Highlander nel “ne resterà soltanto uno”.

Sembra che abbiano dichiarato la battaglia del bene contro il male nella quale ovviamente si sono preassegnati il ruolo del bene.

E nelle cosiddette armate del bene combattono fianco a fianco gli ex assessori di Crocetta, custodi del periodo più buio della nostra Regione, e insieme a loro le truppe che giurarono che giammai avrebbero fatto alleanze con chicchessia.

Disseppellendo le migliori teorie della doppiezza togliattiana, giudicano in modo opposto fatti, proposte e financo sentenze, a secondo che il protagonista sia un uomo dell’armata del bene o uno dei suoi nemici.

Il nemico giurato è il Presidente della Regione al quale, purtroppo per loro, non possono attribuire alcuna magagna. E allora partono le accuse generiche, quelle che vanno bene per ogni stagione: uno dice che il Presidente è troppo tollerante e nello stesso momento un altro si indigna per la sua intolleranza.

La vicenda del Covid è rappresentativa di questa strategia.

Quando Musumeci, attentissimo ai dati numerici, chiedeva margini di elasticità per gli imprenditori dell’isola, veniva quasi accusato di essere il responsabile delle morti avvenute; e quando lo stesso Musumeci, preoccupato di un forte rialzo della curva dei contagi, chiedeva al governo di anticipare la zona rossa, allora era accusato di volere il fallimento dell’economia dell’isola.

Il tutto sempre con parole pesantissime, di fatto atte a scatenare l’odio.

E malgrado, ad esempio, l’assessore all’Economia, Gaetano Armao, abbia avviato un’opera di forte risanamento delle casse della Regione, abbia stipulato accordi largamente positivi con tutti e tre i governi nazionali che si sono succeduti, abbia ricevuto gli apprezzamenti delle agenzie internazionali di rating Standard & Poors e Moody’s, e soprattutto abbia affrontato la pandemia con gli scarsissimi mezzi a disposizione della Regione riuscendo a impiegare il massimo di fondi europei e fondi regionali, l’opposizione non è riuscita a fare altro che condurre un ostruzionismo senza precedenti sulla legge di stabilità, in questo aiutata da qualche franco tiratore della maggioranza.

A novembre l’opposizione presenta una mozione di sfiducia contro l’assessore alla Sanità, Ruggero Razza, che ovviamente viene bocciata, e nel dibattito l’on. Cracolici del Pd è arrivato a paragonare Musumeci e Razza alla famosa signora Angela da Mondello e ha poi addirittura detto: “la colpa è solo vostra: siete voi che avete fatto chiudere i ristoranti, i bar, le attività economiche in Sicilia”.

Quando la Procura di Trapani indaga alcuni dipendenti dell’assessorato alla Sanità, e l’assessore Ruggero Razza, che con grande eleganza si dimette subito, l’opposizione accende il rogo sulla pubblica piazza pronta a bruciare i reprobi, sebbene la vicenda presentasse alcuni risvolti quantomeno poco chiari.

E adesso che la vicenda sembra in gran parte, se non del tutto, sgonfiarsi con la revoca dei domiciliari ai dipendenti dell’assessorato e la cancellazione delle imputazioni rilevanti, nessun esponente dell’opposizione ha ritenuto di proferire parola.

Nel frattempo Pd e 5 Stelle siciliani continuano a chiedere al governo nazionale la revoca di Musumeci da Commissario siciliano per l’emergenza Covid con ragioni assolutamente marginali e risibili.

Negli ultimi giorni hanno poi fortemente criticato la campagna di vaccinazione segnalando come la Sicilia fosse in grave difficoltà, malgrado il generale Figliuolo, venendo in Sicilia si fosse fortemente congratulato con Musumeci e Razza.

Adesso che la campagna per la vaccinazione procede con il turbo, non viene proferita neanche una parola.

E si tratta solo di alcuni esempi in un mare di casi simili.

Sembra che nessuno si faccia scrupoli in questa guerra contro Musumeci, che però diventa oggettivamente, ogni giorno di più una guerra contro la Sicilia.

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