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SICILIA: LA ZONA GIALLA NON È UN DRAMMA

19 Agosto 2021

Umberto Riccobello

Ma occorrono misure rigorose

Ormai è molto probabile che da lunedì 23 la Sicilia entrerà in zona gialla.

Le differenze con la zona bianca sono pochissime: dovrà usarsi la mascherina anche all’esterno e nei ristoranti non vi potranno essere, sia all’interno che all’esterno, tavoli con più di quattro persone, a meno che non siano conviventi.

Come si vede, le differenze comportano qualche fastidio, ma non drammatico.

Il problema quindi non è questo.

Il vero problema è interrompere la crescita dei contagi e comprenderne le motivazioni in modo da invertire il trend.

La crescita dei contagi dipende certamente dal grande afflusso di turisti interni ed esterni alla nostra isola, dalla voglia di divertirsi soprattutto dei giovani, dal basso numero di vaccinati dovuto a una maggiore pervasività delle teorie no-vax in un tessuto sociale che ha sempre avuto maggiore diffidenza nei confronti dello Stato ed anche dal rilassamento generale che ha fatto dimenticare insieme norme e prudenza.

A tutto questo, non si può che rispondere con norme rigorose e straordinarie che mantengano i diritti ma al contempo garantiscano la salute pubblica.

Musumeci ha provato a farlo. Forse ha commesso qualche errore, ma non vi sono dubbi che lo spirito del rigore che lo ha guidato deve rimanere punto di riferimento.

Non è tollerabile che le stesse persone ritengano di criticarlo contemporaneamente perché è troppo morbido e perché è troppo duro.

La situazione richiederebbe sforzi unitari per individuare la via d’uscita da questa situazione complessa e delicata.

Gli oppositori per partito preso dovrebbero dedicarsi al gioco del silenzio.

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