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STRETTO DI MESSINA: CODE CONTINUE PER TUTTO AGOSTO

23 Agosto 2021

Rino Piscitello

“Insulti dinamici” nei confronti del Ministro Giovannini

Lungo tutto il mese di agosto l’attraversamento dello Stretto di Messina ha richiesto ore e ore di fila.

Dal lato di Messina e da quello di Villa San Giovanni per attraversare con la macchina sono state necessarie da 2 a 5 ore.

In alcuni momenti è stato necessario disporre forze dell’ordine per tutto il corso del lungo serpentone di auto in attesa di prendere il traghetto.

E in alcuni casi si è reso necessario anche distribuire delle bottigliette d’acqua.

Si è verificato anche un caso di aggressione a un agente della Polizia municipale.

I siciliani che vivono fuori dall’isola, i turisti, ma anche i residenti in Sicilia che devono attraversare lo stretto, devono subire questo enorme stress di una fila chilometrica sotto il sole cocente a volte con bambini o persone in difficoltà in auto, senza parlare dell’impossibilità di andare in bagno.

Provate a pensare a cinque ore di fila dopo aver affrontato un lungo viaggio da Milano o da Torino, o al contrario iniziando un viaggio di ritorno verso queste città.

Numerose sono certamente le persone che rinunciano al viaggio o al ritorno in Sicilia a causa di questa grave e insopportabile situazione.

A tutto questo va aggiunta la grave situazione di emergenza del traffico interno alle città di Messina e di Villa San Giovanni totalmente bloccate dal traffico in entrata e in uscita.

Senza parlare dell’esoso costo del biglietto che alla Caronte (linea di traghetti privata) assomma a ben 77 euro per ogni autoveicolo.

E pensare che qualcuno ancora si oppone alla realizzazione del Ponte sullo Stretto.

Sul fronte politico ad opporsi sono rimasti solo il movimento 5 stelle e alcune frange dell’estrema sinistra e, sul fronte dei movimenti, qualche gruppo sedicente ecologista che non vuole rendersi conto degli enormi danni ambientali in termini di inquinamento atmosferico causati dalla situazione attuale.

E poi c’è il fronte del Ni che guarda e cincischia.

Di questo fronte fa parte di certo il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Enrico Giovannini, che dice sì e poi lo nega, che istituisce comitati e lancia la proposta di dibattiti pubblici. Insomma tutto quello che serve per garantire code per i traghetti almeno per i prossimi 20 anni.

Il ministro ha poi inventato una nuova formula con la quale ha fatto sorridere l’intera Italia.

In attesa della realizzazione del Ponte – ha detto Giovannini -, stiamo lavorando a garantire “l’attraversamento dinamico” dello Stretto.

Per settimane linguisti, semiologi e ingegneri dei trasporti si sono scervellati senza risultato per comprendere il significato delle parole “attraversamento dinamico”.

Alla fine si è compreso in un’audizione parlamentare del ministro Giovannini che si trattava semplicemente dell’acquisto di un paio di nuovi traghetti che avrebbero consentito ad alcuni treni di attraversare senza doversi frazionare, e quindi solo ad accelerare (di poco) parte del traffico ferroviario.

I cittadini che sono stati costretti a fare ore di fila ai traghetti avrebbero avuto certamente piacere di avere con loro sotto il sole il Ministro Giovannini per fare due chiacchiere e qualcuno giura anche di aver ascoltato numerosi “insulti dinamici”, anzi potremmo persino usare la definizione “mali paroli dinamiche” nei confronti del Ministro stesso.

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