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STUDENTI FASCISTI NON FANNO PARLARE LA ROCCELLA

LA LIBERTÀ DI PAROLA È UN DIRITTO FONDAMENTALE

11 Maggio 2024

Rino Piscitello

studenti

Un gruppo di studentesse e studenti di evidente formazione fascista, anche se loro si definiscono a torto antifascisti, hanno impedito due giorni fa alla ministra Roccella di esprimere il proprio pensiero.

Al dibattito degli Stati Generali della Natalità (organizzati da una apposita fondazione) era stata invitata la Ministra per la Famiglia, la natalità e le pari opportunità, Eugenia Roccella, ma una trentina di facinorosi le hanno, gridando, impedito di parlare.

Malgrado si fosse data la possibilità di intervenire ad una di loro, alla fine dell’intervento concesso gli studenti hanno continuato a gridare bloccando la prosecuzione del convegno e costringendo la Roccella ad andare via.

Si tratta di un fatto gravissimo che non può essere sottovalutato e sul quale occorre riflettere con molta attenzione.

Intanto non è la prima volta che accade.

Una ventina di giorni fa a Catania, giusto per citare un episodio accaduto nella nostra Regione, un gruppo di facinorosi ha interrotto impedendone il proseguimento, un convegno al Rettorato sulla disforia di genere .

Ma gli episodi sono ormai numerosi in tutta Italia.

È quindi opportuno mettere dei punti fermi che proveremo ad elencare.

  1. Impedire che qualcuno eserciti il proprio diritto di parola è un comportamento da fascisti (o da comunisti se qualcuno preferisce).
  2. Si tratta di un comportamento illegale da punire secondo le leggi.
  3. I violenti che interrompono convegni impedendone la prosecuzione e non facendo parlare gli oratori devono essere identificati, denunciati e allontanati, anche per evitare che gli organizzatori siano costretti nelle prossime occasioni ad assumere opportune misure di sicurezza.
  4. Non si tratta di semplici contestazioni, ma di violazioni della libertà personale e collettiva.

A queste considerazioni occorre aggiungere una postilla.

lo stesso giorno, un corteo di alcune decine di aderenti a cosiddetti collettivi ha deviato dal percorso concordato e ha tentato di raggiungere il luogo del convegno per impedire che si tenesse.

All’alt della polizia hanno tentato di superare il cordone delle forze dell’ordine.

Ovviamente e correttamente la polizia ha operato una cosiddetta carica di alleggerimento.

Abbiamo letto di proteste contro le violenze della polizia che ha reagito.

Ma quel caso è chiarissimo e la polizia aveva il dovere assoluto di intervenire.

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