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TAMAJO RESTA ASSESSORE ALLE ATTIVITÀ PRODUTTIVE

È RIUSCITO A FARSI PREGARE PER FARE QUELLO CHE VOLEVA FARE

27 Giugno 2024

Rino Piscitello

Edy Tamajo riesce con un colpo da maestro a realizzare il suo obiettivo facendo in modo che tutti lo implorassero di realizzarlo.

Tajani, la Chinnici, Schifani, Lombardo e tanti altri gli hanno chiesto di fare il grande sacrificio di restare in Sicilia e rinunciare al seggio tanto faticosamente conquistato riuscendo a convincere 121.000 cittadini a dargli il suo voto.

Vi era solo un piccolo particolare: Tamajo non aveva alcuna intenzione di andare in Europa e intendeva rimanere assessore alle Attività produttive. Tanto il risultato ottenuto non si cancella e lui è di certo diventato a buon diritto uno tra i candidati più probabili per la prossima Presidenza della Regione, considerato che è sempre meno plausibile una ricandidatura dell’attuale Presidente Schifani.

Peraltro non ha neanche motivo di emigrare in un altro assessorato essendo riuscito a produrre indiscutibili e riconosciuti risultati alle Attività produttive.

L’unico problema e al contempo l’unico dubbio che tormentava Edy Tamajo era quello dell’abbandono unilaterale del Parlamento Europeo che gli sarebbe stato rinfacciato come un tradimento dell’elettorato.

Ma anche questo problema è superato nel momento in cui la rinuncia è chiesta dal partito per fare posto all’icona Caterina Chinnici e all’immagine di partito antimafia che il segretario Tajani ha intenzione di costruire per Forza italia.

Ed ecco che quello che rischiava di essere un atto di grave presunzione si è trasformato nel sacrificio di un uomo di partito capace in ogni momento di fare un passo indietro.

Dobbiamo dare atto a Edy Tamajo di essere riuscito con un gesto politico a comporre i suoi desideri con le esigenze del governo regionale e del suo partito a livello nazionale.

Ci viene quasi il sospetto che non è solo da Schifani che Tamajo si voglia emancipare, ma anche da chiunque si comporti nei suoi confronti con l’atteggiamento del talent scout.

Ha mollato Renzi e ha mollato Miccichè (che pure hanno avuto un ruolo importante nella sua scalata) non appena ha percepito che volessero utilizzarlo; figuratevi se possono essere un problema Renato Schifani o Totò Cardinale.

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