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TAX FREEDOM DAY

IL GIORNO DELLA LIBERAZIONE FISCALE

2 Giugno 2024

Francesco Cimò

Oggi, scatta il cosiddetto “Tax freedom day” “il giorno di liberazione fiscale”: una scadenza importante, anche se puramente simbolica.

Fino a ieri gli italiani hanno lavorato per il fisco.

In linea puramente teorica, pertanto, da oggi lavoreremo per soddisfare i nostri bisogni e non più per pagare tasse, imposte, tributi e contributi sociali previsti nel 2024.

Un gettito che per l’erario dovrebbe garantire 910 miliardi di euro. Risorse che sono indispensabili allo Stato per far funzionare le scuole, gli ospedali, i bus, i treni, gli uffici pubblici e per pagare le pensioni, gli stipendi agli statali e ai dipendenti degli enti locali.

In altre parole, sono i soldi che le Amministrazioni pubbliche prima incassano, poi investono nei servizi, nel welfare, nelle infrastrutture sociali ed economiche per migliorare la qualità della vita di ognuno di noi. 

Per non essere fraintesi è bene evidenziarlo con forza: ancorché “il giorno di liberazione fiscale” non costituisca un principio assoluto, questo esercizio dimostra empiricamente quanto sia eccessivo il carico fiscale che continua a gravare sugli italiani.

Sebbene quest’anno la pressione fiscale sia destinata a scendere di 0,4 punti percentuali rispetto al 2023.

E grazie a questa contrazione, oggi gli italiani potranno festeggiare il “tax freedom day”; insomma, se dall’ inizio di gennaio sino a ieri abbiamo ipoteticamente lavorato per onorare le richieste del fisco, o fino al 31 dicembre, invece, lo faremo per noi stessi e per le nostre famiglie.

Da questo caso di scuola elaborato dall’Ufficio studi della CGIA, emerge che per l’anno in corso sono stati necessari ben 154 giorni di lavoro (sabati e domeniche inclusi) per adempiere a tutti i versamenti fiscali previsti quest’anno (Irpef, Imu, Iva, Irap, Ires, addizionali varie, contributi previdenziali/assicurativi, etc.). Rispetto al 2023, quest’anno ci “liberiamo” dal fisco un giorno prima, anche se da calendario sono due, poiché il 2024 è un anno bisestile.

Tutto questo ovviamente senza considerare gli occupati in nero che in Sicilia sono il 16% della forza lavoro.

Nell’Europa dei 27, solo la Francia, il Belgio, la Danimarca e l’Austria raggiungono il tax freedom day dopo l’Italia.

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