TERME SCIACCA E ACIREALE: TRE MILIONI PER LA MANUTENZIONE

La regione destina tre milioni per la manutenzione delle Terme di Sciacca e di Acireale

Il 15 dicembre scorso si tenne a Palermo un convegno sulle terme e il termalismo in Sicilia.

In quel convegno si assunse un preciso impegno.

“Si potrà partire con il rilancio di questi straordinari compendi aziendali che abbiamo trovato chiusi – aveva detto l’assessore Gaetano Armao.

Provvederemo a sottoporle, fin dai primi del prossimo anno, a interventi di manutenzione straordinaria, per rilanciarli definitivamente con la selezione degli operatori economici”.

Impegno mantenuto.

Il governo Musumeci ha deliberato lo stanziamento di tre milioni di euro per interventi di manutenzione straordinaria nei complessi termali di Sciacca e di Acireale.

Evitare l’ulteriore deterioramento delle strutture

Un provvedimento che si è reso  necessario per evitare che il prolungato inutilizzo degli immobili, dopo l’assurda disposizione di chiusura adottata dal governo Crocetta, possa deteriorare ulteriormente la struttura.

Si interverrà sui soffitti, sugli infissi e sulle parti ammalorate a causa della umidità.

Intanto, continua l’attività del Gruppo di lavoro, istituito dall’assessore all’Economia Gaetano Armao e coordinato dal professor Rosario Faraci.

Predisporre un piano industriale

Il gruppo ha il compito di predisporre il Piano industriale delle Terme, documento necessario alla interlocuzione avviata con Federterme.

La volontà di investire sul termalismo in Sicilia emergeva in modo chiaro dalle parole del Presidente Musumeci a quel convegno del 15 dicembre scorso.

«La Sicilia, tra i tanti tesori di cui la natura l’ha dotata – affermava il presidente della Regione – può vantare un patrimonio di sorgenti termali – non solo acque ma anche fanghi terapeutici – per troppo tempo purtroppo dimenticato, o peggio, ignorato, per colpa di tutti”.

Lo studio di Federterme

A quel convegno Federterme, l’organizzazione degli operatori termali aderente a Confindustria, presentò l’interessante studio “Le vie siciliane del benessere”.

Secondo lo studio la Sicilia ha un fortissimo richiamo attrattivo per il turismo termale, ma una offerta decisamente carente, soprattutto a confronto di altre regioni.

Istituzioni e operatori del settore sottolinearono come la Sicilia, grazie alla sua posizione geografica, alle risorse naturali, ai siti archeologici e culturali, costruendo una rete per l’innovazione del prodotto termale così come richiede il mercato, potrebbe diventare la “California d’Europa” ed ospitare, soprattutto fuori stagione, flussi di persone in cerca di un soggiorno che offra esperienze indimenticabili.

Acireale e Sciacca cuore del termalismo siciliano

I complessi termali di Acireale e Sciacca rappresentano il cuore del termalismo in Sicilia.

La società Terme di Acireale s.p.a. e la società Terme di Sciacca S.p.A. entrarono in stato di liquidazione nel 2010.

L’articolo 21 della legge regionale 12 maggio 2010 n. 11 prevede la “cessione alla Regione delle quote azionarie detenute dalle aziende autonome Terme di Acireale e Terme di Sciacca” e il successivo affidamento “a soggetti privati della gestione e valorizzazione dei complessi” termali.

In questi anni il Governo Musumeci ha superato enormi ostacoli relativamente ai due complessi per poterne definire l’affidamento a soggetti privati.

Ricordiamo solo la procedura esecutiva in relazione ad un credito di circa nove milioni di euro derivante da due contratti di mutuo ipotecario stipulati all’inizio degli anni ’90 per le Terme di Acireale, risolto poco più di un anno fa dopo una lunghissima trattativa.

Il rischio era che le Terme di Acireale venissero vendute all’asta e divise tra vari acquirenti.

La disponibilità dell’Inail

Superato tutto questo la scelta del Governo è quella di rivolgersi a Inail che ha dato la disponibilità ad acquistare i compendi aziendali di Acireale e Sciacca, ma passando da un piano industriale che individuasse forme di redditività sulle quali selezionare l’impresa o l’operatore economico.

Piano industriale che è sostanzialmente definito dal gruppo di lavoro istituito presso l’assessorato all’Economia.

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