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TROPPI PARTITI DEL SUD. NE SERVE UNO SICILIANO.

7 Giugno 2021

di: Rino Piscitello

Non siamo meridionali. Siamo siciliani. Al massimo insulari.

La nuova moda che cerca di attecchire anche in Sicilia è quella dei partiti del Sud.

La volontà di federare le regioni meridionali, aggiungendo ad esse la Sicilia, per contrapporre questo nuovo blocco a quello del Nord in una logica che prevede di fatto due, o tre, Italie a noi non sembra una grande idea.

Anzi per dirla tutta ci sembra scopiazzata dalle teorie neoborboniche, che davvero non possiamo certo condividere.

La tesi è semplice e in buona parte anche corretta: il Sud è stato espropriato di risorse e infrastrutture e adesso deve unirsi per riscattarsi.

Si tratta di una verità indiscutibile. L’errore sta nell’immaginare che al riequilibrio debba seguire una struttura amministrativa che tenga insieme il cosiddetto Sud.

La Sicilia non è una regione ordinaria del Sud.

La Sicilia è un’isola ed è una regione a statuto speciale.

Questi due elementi ne costituiscono, insieme alla propria storia indipendente, specificità essenziali.

Abbiamo detto più volte di sentirci siciliani, italiani ed europei, in questo preciso ordine. Non sentiamo nessun’altra appartenenza.

Per la verità, se proprio dovessimo sentire di condividere con un’altra regione elementi comuni di identità, troveremmo elementi comuni con la Sardegna.

La comune identità insulare, i medesimi problemi derivanti dal mancato riconoscimento dell’insularità, i costi maggiorati di ogni cosa, specie dei trasporti.

Ci riconosciamo molto di più nelle definizioni che spesso usano gli statistici nel differenziare Nord, Centro, Sud e Isole.

Per questo quando vediamo proliferare movimenti meridionalisti e li vediamo tentare di individuare loro referenti in Sicilia, avvertiamo di non avere nulla a che spartire.

Negli ultimi mesi in tanti hanno cercato di mettere piede in Sicilia.

Ne elenchiamo solo alcuni:

Mezzogiorno federato di Claudio Signorile,

Movimento 24 agosto per l’equità territoriale di Pino Aprile,

Unione Mediterranea,

Partito Meridionalista,

Movimento Neoborbonico.

Alcuni di questi movimenti sembrano inventati per stabilire accordi con il centrosinistra, ossia con il più centralista degli schieramenti; altri invece fanno della loro residualità quasi la loro bandiera.

In pochi in Sicilia per fortuna sono però caduti nella trappola di quelli che vengono a cercare voti nel nostro territorio.

Lo diciamo ancora una volta e lo ripeteremo ancora: la Sicilia ha bisogno di un forte movimento sicilianista che difenda i diritti della nostra isola e dei suoi abitanti e che non disdegni alleanze con i partiti tradizionali al fine di raggiungere i propri obiettivi.

Un movimento che non sia schierato a prescindere, pur sapendo che il centralismo del centrosinistra impedisce nel modo più assoluto di costruire alleanze con quello schieramento.

Riteniamo che adesso vi siano le condizioni politiche per la fondazione di questo movimento e che dipenda soltanto dalla volontà.

Speriamo di avere ragione e che i tempi siano finalmente maturi.

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