La norma va modificata

Risale a tre giorni fa l’ultima retata della Guardia di Finanza contro i cosiddetti furbetti del Reddito di cittadinanza.
La Guardia di Finanza di Messina ha scoperto 175 persone che avrebbero beneficiato del sussidio pur non essendo in possesso dei requisiti previsti. Una frode per oltre un milione di euro che vede coinvolti anche avvocati, imprenditori e trafficanti di droga.
Ma le denunce si susseguono quasi giornalmente in tutta Italia.
Mafiosi, spacciatori, delinquenti comuni, ma anche proprietari di appartamenti e possidenti: il numero di abusivi percettori del reddito è verosimilmente enorme.
È ovvio che qualcosa non va e che le norme vanno corrette agganciandole realmente alla disponibilità al lavoro e a un controllo rigoroso e continuo a campione.
Il Reddito di cittadinanza si è dimostrato utile, soprattutto durante la pandemia, perché ha garantito un margine di vivibilità a molte famiglie. È però indispensabile che il prossimo Governo ne riveda profondamente i meccanismi.





