La Turchia fa la voce grossa e Haftar cede; l’Italia è inerte e i pescatori restano in carcere

Domenica scorsa il cargo turco “Mabouka” è stato sequestrato dalle vedette costiere di Haftar con la stessa accusa avanzata ai pescatori siciliani, ossia di essere entrati nella cosiddetta zona di esclusione e i 17 componenti dell’equipaggio sono stati messi agli arresti.
Il Ministro degli Esteri turco ha subito minacciato Haftar dichiarando “chi tocca i nostri interessi diventa un obiettivo legittimo per la nostra ritorsione”. Davanti alla minaccia Haftar cede subito e libera il cargo con tutti i marinai turchi.
In 6 giorni si è tutto concluso.
I pescatori siciliani invece da 103 giorni rimangono prigionieri di Haftar e il governo italiano è assolutamente incapace di alzare la voce.
Sventurato quel popolo che come ministro degli esteri ha Giggino Di Maio.





