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UN CAMPANELLO D’ALLARME PER IL CENTRODESTRA SICILIANO

13 Ottobre 2021

Rino Piscitello

Le elezioni in 42 comuni siciliani di cui 13 con il sistema proporzionale vanno prese per quello che sono: ovverosia un test locale con scarsa valenza regionale, anche e soprattutto per l’elevatissimo numero di liste civiche che falsano qualunque lettura del risultato in chiave politica generale.

Ma alcuni segnali è possibile leggerli.

Il primo è relativo al forte astensionismo. L’elettorato è stanco e non capisce. E soprattutto si avverte come inutile. E quindi non va a votare.

Non è più una forma di protesta. È soprattutto senso di inutilità e di rassegnazione.

Molti astensionisti sono ex elettori 5 stelle che non sono riusciti ad elaborare la disillusione.

I partiti devono stare attenti a un aumento così eclatante dell’astensionismo, perché è un fenomeno che può crescere ancora e perché è molto difficile che un ex elettore torni ad essere elettore.

Il secondo segnale che arriva da queste elezioni è che non c’è più nulla di scontato.

Il centrodestra continua ad essere il vincitore probabile delle prossime regionali, ma non è più il vincitore certo.

C’è un elettorato di centrodestra che è stufo dei continui litigi e della mancanza di strategia di una coalizione che dà sempre l’impressione di essere incapace di scegliere prima dell’ultimo minuto.

Questo elettorato vuole essere convinto e, se non lo convinci, la prossima volta non ti segue.

Il terzo segnale, poco rilevato dagli osservatori, ma evidente analizzando i dati dei comuni con sistema proporzionale, è il crollo dei cinque stelle con l’eccezione del sindaco di Alcamo che, grazie all’enorme successo personale riesce a mascherare il tonfo dell’intero movimento.

I grillini sono presenti con loro lista, o liste delle quali fanno parte, in 11 comuni su 13. In quattro non raggiungono neppure il quorum del 5% e in nessuno dei 7 comuni rimanenti, raggiunge un numero di voti a doppia cifra; neppure ad Alcamo.

Cancelleri ha detto che il voto era stato un preavviso di sfratto per Musumeci.

I numeri dicono invece che il preavviso lo hanno avuto i cinque stelle, che ovviamente rispetto a cinque anni fa, hanno perduto anche i sindaci di Favara e Porto Empedocle, mantenendo soltanto Alcamo grazie al successo personale del sindaco uscente.

L’ultimo messaggio di queste elezioni è relativo alla scelta dei candidati a sindaco.

Hanno vinto dovunque, o sono entrati in ballottaggio, i candidati che avevano posto la propria candidatura con molto anticipo.

La campagna elettorale per i candidati sindaci è diventata un percorso; e in questo percorso chi parte prima ottiene un grande vantaggio.

Il centrodestra ne deve tenere conto nella scelta del candidato sindaco di Palermo che deve essere individuato certamente prima di Natale.

Ma il ragionamento vale anche per la Regione.

Se qualcuno valuta che il candidato a Presidente debba essere diverso dall’attuale, lo deve dire adesso e deve proporre subito l’alternativa.

In caso contrario ci si stringa, come noi auspichiamo, al Presidente in carica, e si apra ufficialmente la volata di un anno intero per riconquistare la Regione e completare il processo di rinnovamento e sviluppo iniziato quattro anni orsono.

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