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UN PROTOCOLLO ANTI CORRUZIONE PER LA SICILIA

GRUPPPI DI INTERESSE CHE USANO LA POLITICA A FINI PERSONALI

19 Aprile 2024

Rino Piscitello

protocollo anticorruzione

La politica siciliana, anche la più onesta, in molte occasioni utilizza i corrotti e considera spesso la corruzione un fenomeno connaturato alla politica. Per questo serve un protocollo anti corruzione condiviso.

L’onestà dovrebbe essere un pre requisito della politica. E non dovrebbero esistere i partiti che abbiano come impossibile ragione sociale quella di debellare la corruzione.

Compito della politica non può essere la moralizzazione della società o si rischia lo Stato etico.

Il politico non deve fare il poliziotto, ma ha il dovere di lavorare ai programmi per lo sviluppo della società e della democrazia.

Ma non si può ignorare che esistono gruppi di interesse che usano la politica a fini personali o di gruppo.

Per questo la politica ha bisogno di regole che rendano difficile e quantomeno inutile l’ingresso dei corrotti.

Molte di queste regole sono conosciute, altre dipendono dalle particolarità territoriali.

Ma quel che occorre è prima di tutto che vengano elaborate e poi rispettate.

Nè destra nè sinistra. Nessun partito è esente.

La vicenda Sammartino, senza volere esprimere un giudizio, insegna soprattutto una cosa: vi sono politici dei quali nessuno parla bene, ma quasi tutti sono disposti a farli transitare nella propria area.

E vi sono politici che hanno costruito fortune elettorali transitando in quasi tutte le aree.

Sulla corruzione l’ARS deve riflettere e fare un seduta apposita. E deve riflettere l’intera società politica siciliana.

La proposta che come quotidiano ci sentiamo di fare è che partiti e parlamentari regionali affidino di comune accordo la redazione di un protocollo anti corruzione alla Commissione regionale Antimafia. Che questa stili in modo sostanzialmente unanime un elenco di regole e tutti si impegnino a rispettarle.

I partiti, tutti i partiti, stringano un patto contro la corruzione e le collusioni e sottoscrivano una serie di proposte comuni da approvare per limitarne fortemente gli effetti.

Fare finta che il problema non esiste, non risolve infatti il problema.

E tantomeno lo risolve il moralismo d’accatto. Quello che specula su tutto tranne che su sé stesso.

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