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UNIONCAMERE CLAMOROSAMENTE SMENTITA

2 Dicembre 2021

Rino Piscitello

Unioncamere smentita dalle organizzazioni datoriali siciliane

Il deliberato di Unioncamere

Unioncamere Sicilia (Unione delle Camere di Commercio siciliane) il 30 novembre scorso, ha approvato un deliberato nel quale si scaglia contro un emendamento presentato alla Camera dall’onorevole Stefania Prestigiacomo che intende regolare le norme sui commissari delle Camere di Commercio.

Il deliberato si rivolge al Governo nazionale, ai deputati della quinta commissione della Camera dei Deputati e al Presidente della Regione Siciliana.

Inviato a tantissimi soggetti istituzionali

Viene inviato anche a una grande platea di ulteriori soggetti istituzionali.

Sembra sia stato inviato persino al Presidente della Repubblica.

Per riaprire la discussione sugli assetti camerali in Sicilia

L’obiettivo di Unioncamere è quello di riaprire la discussione sul nuovo assetto camerale in Sicilia che è stato definito per legge.

Obiettivo legittimo pur se non condivisibile nel merito e nel metodo.

Ma Unioncamere viene smentita dai fatti

Ma la cosa che francamente appare curiosa è che in quel testo, inviato in luoghi istituzionali così elevati, vi sono interi passaggi espressi con assoluta sicurezza e poi clamorosamente smentiti dai fatti.

Nel deliberato di Unioncamere si legge infatti che le “associazioni di categoria e sindacali sono assolutamente contrarie a modificare il vigente assetto territoriale delle Camere di Commercio …”.

Si legge ancora “della volontà espressa unanimemente dal mondo imprenditoriale e dai rappresentanti dei territori”.

Poi sono arrivate le reazioni e la verità è venuta a galla.

La grande maggioranza delle associazioni datoriali smentiscono Unioncamere

In una sola giornata sono intervenuti con due diversi documenti per dare sostegno al nuovo assetto e per contestare pesantemente l’affermazione di Unioncamere le seguenti organizzazioni regionali e locali:

Casartigiani Sicilia, Confcooperative Sicilia, Claai Sicilia, Confartigianato Sicilia, CNA Sicilia, Legacoop Sicilia, Confesercenti Sicilia, e ancora Confindustria Catania e Siracusa, e quasi tutte le organizzazioni datoriali delle province di Catania, Siracusa e Ragusa.

Quindi, quando Unioncamere parlava della “volontà espressa unanimemente”, non si riferiva a fatti conclamati ma al più a semplici speranze, peraltro rivelatesi vane.

Incapacità di leggere la realtà

Si è trattato quindi di semplice incapacità di leggere la realtà.

I documenti delle organizzazioni datoriali che contestano Unioncamere e che chiedono una rapida applicazione delle nuove norme sono chiarissimi.

Il documento delle organizzazioni datoriali di Catania, Siracusa e Ragusa dichiara testualmente la “piena convinzione della necessità di attuare celermente quanto previsto dal DL Sostegni ormai Legge dello Stato”.

E il documento delle organizzazioni datoriali regionali dichiara “pur auspicando anche una futura revisione del numero complessivo delle Camere siciliane, che le modifiche apportate alla legge rispondono ad una problematica effettivamente esistente nell’attuale sistema camerale siciliano”.

Vi era dunque quasi il rischio che l’unanimità fosse dalla parte della Prestigiacomo e delle sue proposte.

Perchè?

Ma la domanda che viene spontaneo porsi è perché?

Perché Unioncamere ha fatto delle affermazioni che si sono dimostrate così palesemente non veritiere tanto che quasi tutti hanno ritenuto di doverle smentire?

In 4 decadranno dal loro ruolo

Una ragione sembra semplice: il deliberato è stato votato dai 6 presidenti di Camere di Commercio, 4 dei quali decadranno dal loro ruolo non appena le nuove norme verranno applicate.

Ma questo forse non basta.

Il controllo del territorio

Il sistema di potere che sta dietro alle Camere di Commercio implica un controllo del territorio enorme e con esso anche il controllo di fondamentali infrastrutture dell’isola.

Lo sapeva bene Montante che appunto aveva immaginato un sistema capillare di controllo delle Camere di Commercio.

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